Va bene gli acquisti di Higuain, Caldara, Bakayoko, Castillejo, etc, ma la stagione del Milan si baserà molto anche sulla qualità delle prestazioni che saprà offrire uno dei colpi di mercato della scorsa stagione. Di chi stiamo parlando? Se non avete capito a chi mi riferisco, vi fornisco qualche indizio: argentino, centrocampista, proveniente dalla Lazio.

Naturalmente il giocatore in questione è Lucas Biglia. Nel campionato precedente Biglia non è riuscito a ripetere quanto di buono aveva fatto con la casacca biancoceleste. E’ stato un anno travagliato per diverse ragioni, prima l’infortunio ad inizio stagione, subito dopo il cambio di allenatore e le diverse idee tattiche di Gattuso rispetto a Montella, poi la crisi dei rossoneri negli ultimi due mesi di stagione ed infine ancora un nuovo infortunio. Le motivazioni appena descritte hanno di certo influenzato le sue performance di Biglia, ma comunque lo stesso argentino è parso spesso fuori condizione, poco attento, confuso e con una grinta che non rispecchia certo quella del suo allenatore. Costruzione di gioco carente, banali errori in fase di possesso, copertura spesso deficitaria. Insomma la prima annata con la maglia del Milan per il centrocampista non è stata quella che tutti si aspettavano.

Lecito quindi aspettarsi quest’anno il suo riscatto ma, purtroppo, le prime prestazioni offerte sembrano davvero essere sulla falsariga di quelle della scorsa stagione. Anche nell’ultima partita a Napoli, Biglia non è parso quel giocatore in grado di fare la differenza commettendo poi l’errore decisivo (grande anche la colpa di Musacchio per la palla che ha passato) che ha portato alla prima rete del Napoli. Vero che nei compiti di copertura quest’anno potrà avvalersi dell’aiuto di Bakayoko che si aggiunge a Kessiè, ma l’impostazione della manovra e del ritmo dipendono esclusivamente da lui, anche se a Napoli qualcosa in più ha mostrato. Vogliamo quindi essere fiduciosi e credere ancora che Biglia possa diventare il faro del centrocampo del Milan e che riuscirà a far fare alla squadra quell’ulteriore salto di qualità necessario. Anche perché, per fare goal, Higuain ha bisogno di buoni palloni.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.

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