lapadulaTrarre un bilancio di quest’ultima partita del Milan non è affatto facile, anche se nel titolo si può trovare un riassunto del mio punto di vista. Indubbiamente nelle prestazioni offerte nelle ultime tre partite contro Genoa, Pescara e Palermo è stato fatto un passo indietro rispetto a quanto visto nel match contro la Juventus. Nonostante ciò, partita di Marassi a parte, sono arrivati sei punti grazie a due vittorie di misura ottenute contro squadre deboli, ma pur sempre ostiche da affrontare. Grazie a quanto fatto con il Pescara prima, e con il Palermo poi, i rossoneri hanno consolidato il terzo posto in classifica ad una sola lunghezza dalla Roma seconda. Ad agosto chi l’avrebbe detto mai??

Il match contro il Palermo ha visto un Milan che ha faticato, e non poco, riuscendo, solamente grazie ad un tocco di tacco di Lapadula (primo goal in rossonero ed in Serie A), a raddrizzare una partita che si era messa sui binari sbagliati. Senza la rete dell’italo-peruviano i rossoneri avrebbero reso la trasferta di Palermo un insieme di rimpianti difficili da assorbire. Ritmo troppo basso per buona parte del match, incapacità di chiudere la partita dopo il goal di Suso (il migliore), manovra troppo laboriosa, in certi momenti “poca fame”… Questi sono i principali motivi che stavano condannando la squadra di Montella al pareggio contro la penultima in classifica.

Poi è entrato Lapadula, al posto di un Bacca smarrito e quasi avulso dal gioco rossonero, e tutto è cambiato grazie ad un “semplice” tocco. E proprio in questo cinismo sembra incarnarsi la vera forza di questo Milan. Gli anni scorsi, partite come queste, si sarebbero pareggiate o addirittura perse, invece quest’anno si “portano a casa”. Montella sa bene che c’è ancora molto da lavorare ed infatti ha chiesto alla squadra di avere fame oltre a predicare calma, non lasciandosi andare a voli pindarici.

E’ ancora presto per parlare di Champions, però magari iniziamo a parlare di derby. Una partita mai banale che quest’anno assume un significato particolare per entrambe le squadre considerando i momenti particolari che sia Milan che stanno vivendo.

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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