Un piano Marshall per il Milan: l’attacco

Lo Celso, del Rosario Central

Al Milan, dopo quattro anni di rifondazioni più o meno totali, ma certamente incomplete o parziali, serve un vero e proprio piano Marshall. Un deciso intervento tecnico-finanziario che possa gettare le basi per la risalita, lenta o veloce che sia. Non è più il caso di avere tentennamenti, ora o mai più, perchè la gente rossonera comincia ad averne veramente abbastanza. Rifondare, ma con criterio perchè non tutto è da buttare. Bisogna stare attenti a non gettare, come si dice, il bambino insieme all’acqua sporca. Le mie valutazioni prescindono dall’arrivo di un acquirente, di maggioranza o minoranza che sia. Ed anche da chi sarà l’allenatore e da che schema di gioco egli voglia adottare. Faccio i conti con quello che c’è disponibile. Considerate le possibili (in alcuni casi, certe) partenze ed i molti che non si vedranno rinnovato il contratto, le risorse verrebbero ricavate automaticamente : Diego Lopez, Menez, Honda, purtroppo ritengo anche Bacca, che ha mercato e che non credo alla sua età possa restare ancora senza l’Europa che conta, Alex, Mexes, Luiz Adriano, Balotelli, Poli. E forse non ho finito. Occupiamoci ora del reparto che più di ogni altro dovrebbe fare la differenza..

L’attacco: giocherei sempre con due punte. Una forte di testa, fisicamente prestante, in grado di reggere palla in avanti e garantire gol e sportellate per fare spazio ad un compagno di reparto e agli inserimenti dei centrocampisti. Pavoletti nello scarno panorama attuale potrebbe essere la soluzione, anche se non è il top Europeo. Diversamente, bisognerebbe ampliare la ricerca ai campionati esteri, con tutti i rischi del caso. In coppia con Pavoletti, Niang secondo me ci sta bene. ma messo più al centro, non esterno, potrebbe sfruttare la fisicità di Pavoletti. E veniamo, dulcis in fundo, al dunque. Serve un trequartista. Uno di ruolo, dai piedi ambedue buoni, con il fisico giusto, buona corsa in verticale, gran passatore e che sappia portare anche un buon bottino di reti. Speriamo venga Franco Vazquez, peraltro italiano, perchè veramente bravo, che non occuperebbe un posto da extracomunitario e che all’occorrenza saprebbe giocare anche in attacco da seconda punta, lasciando a Bonaventura il suo posto ma solo in emergenza. Tra i nomi a sorpresa potrebbe esserci anche quello di Lo Celso, argentino giovane e fantasioso del Rosario Central che testimonia la rinnovata attenzione verso il mercato sudamericano ed Argentino in particolare. Tutto questo senza spendere molto. Ma serve un trequartista? Perché se invece volessi giocare a tre in attacco, mi piacerebbe, potendo, prendere Berardi. In quel caso, Niang tornerebbe sull’out di sinistra. Non credo ci sia più spazio per El Sharawy che, ove non fosse riscattato, verrebbe comunque ceduto altrove.

Della difesa ho già parlato qui , mentre del centrocampo in questo articolo.

Allenatore? Uno con un mandato ampio, almeno triennale, a cui regalare, ogni anno, un elemento forte per reparto, quello in cui non sono riuscito ad incidere l’anno precedente.

Ma questo è un altro discorso. Anche quest’anno ci aspetta un’estate molto calda.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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