carlosbacca3Sognare è lecito, restare con i piedi per terra è doveroso. Voglio iniziare questo breve pezzo proprio con queste parole perché la vittoria contro la Juventus ci ha catapultato in un vero e proprio sogno. Una dimensione onirica che deve però durare solamente per una notte perché martedì ci sarà il Genoa, domenica il Pescara e così via. Come abbiamo imparato, ogni partita vale 3 punti e, non fare punti nei prossimi match, significherebbe vanificare quanto di buono fatto con i bianconeri.

Godiamoci però la serata e viviamoci questo sogno. Perlomeno questo è quello che io ho fatto sabato sera. Era tempo che non provavo più certe emozioni e sensazioni durante una partita del Milan. Negli ultimi anni guardare le partite dei rossoneri era diventato solamente un atto di fede; quello che la maggior parte dei fedeli fanno la domenica assistendo alla Santa Messa senza però parteciparvi con il giusto spirito e con il cuore pronto ad essere pervaso di “buoni intenti”. Metafora religiosa a parte, assistere alle partite del Milan era diventata una semplice routine; troppe delusioni, la mancanza di entusiasmo, la difficile identificazione con i giocatori che indossavano quella maglia, l’assenza di un progetto credibile da sposare….

Montella ha avuto il merito di riportarmi sulla retta via dopo essere piombato in questa sorta di lunga “selva oscura”. Non sarà Virgilio né tantomeno Beatrice, però Vincenzo è stato quella guida che, in queste ultime partite, è stata capace a farmi riassaporare quelle emozioni che non provavo da tempo; un mix di sensazioni difficili da descrivere che sono culminate sabato sera con il goal di Locatelli. Forse il merito di questa mia redenzione è anche di giocatori come Gigio Donnarumma e Manuel Locatelli, semplici ragazzi partiti dal basso capaci, giorno dopo giorno, di concretizzare quel sogno che avevano fin da bambini: giocare in serie A con la maglia del Milan.

Sognare è bello e qualche volta possiamo concedercelo, anche se, già da domani, bisognerà ritornare con i piedi (e la testa) per terra perché, ad oggi, non abbiamo fatto ancora nulla se non goderci qualche momento e prenderci qualche scalpo importante. Ma, come abbiamo più volte imparato, nella vita ciò che conta è la concretezza.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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