Che l’aria non fosse delle migliori per i colori rossoneri lo aveva dimostrato un paio di giorni fa la Primavera di Gattuso, perdendo di brutto, 1-5 con il Sassuolo. Poi, dopo la sosta per le nazionali (che qualche equilibrio sposta sempre) eccoci all’inatteso tracollo dell’Olimpico. 13 minuti da incubo in cui i rossoneri hanno saputo incassare 4 gol. I primi illusori 15 minuti, spazzati facilmente via dal cinismo dei biancocelesti, che ci hanno messo poco a capire cosa fare e lo hanno fatto.

Fra un gol preso e l’altro, sono emersi difetti imbarazzanti anche in chi, vedi Bonucci, è stato designato come nuovo condottiero. E non meglio è andata alle giovani leve, visto che Cutrone e Calabria, insieme a Suso e Kessie, sono stati innegabilmente fra i peggiori in campo.

Il gol della bandiera, quello di Montolivo, suona poi quasi grottesco, considerando la prestazione anonima dell’ex viola, che neanche con Biglia accanto ha visto risvegliarsi le illuminazioni di un passato troppo lontano. Lui e il nazionale argentino hanno un difetto non trascurabile nel calcio moderno: sono lenti. E mettere due lenti uno accanto all’altro non produce mai grandi risultati. Quando Biglia giocava nella Lazio, ricordiamo un 4-0 a favore della Juventus, in finale di Supercoppa (estate 2013): accanto a Biglia c’era Ledesma, altro giocatore poco mobile.

Chiaro comunque che, in mancanza di giovani playmaker (mancanza? C’è Locatelli), devono pensarci soprattutto i giovani giocatori degli altri ruoli a dare velocità alla manovra. Se Suso giocherà ancora come ieri la luce non si accenderà mai, anche facendo entrare tre Kalinic e cinque Andrè Silva.

Malgrado gli inevitabili sfottò di juventini, interisti e simili, non c’è comunque nessun motivo per disperarsi dopo due partite vinte e una persa: siamo solo all’inizio di una lunga stagione, che vogliamo sorseggiare, con lentezza, solo fuori dal campo. Ma dentro, per favore, datevi una mossa.

Nils

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Le mie info biografiche sono in sciopero. Torneranno in autunno o in inverno.
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