Solo 2 partite vinte e la miseria di 8 gol nelle ultime 10 partite giocate rendono completamente disastroso il cammino recente della nazionale italiana. A voler analizzare il cadavere azzurro, compiendo una sorta di esame autoptico, possiamo anche dire che esiste uno spartiacque decisivo facilmente individuabile: la netta sconfitta con la Spagna del 2 settembre 2017. Dopo di allora il castello è fragorosamente crollato su se stesso, lasciando solo rovine. E pensare che le precedenti quattro partite prima di quella disfatta storica furono tutte vittoriose e a loro volta comprese in una serie ancora più lunga e sorridente, fatta di ben 10 partite senza perderne alcuna. Quella sembrava una nazionale sorprendentemente rinata, forte e compatta, ottimisticamente proiettata verso Russia 2018. Triste illusione. Ancora non avevamo preso consapevolezza di essere su una sorta di Titanic galleggiante, prossimo all’impatto.

Che ci fu e gli demmo il nome di Apocalisse. Catastrofe. Tragedia. Disgrazia. Sono stati usati tanti termini diversi per definire l’uscita (scusate, la mancata entrata) dell’Italia dal Mondiale di Russia. Parole non esagerate, sia per l’enorme impatto emotivo che il calcio ha sul nostro popolo, sia per il serio impatto economico che il tragico evento ha portato e porterà: una perdita per le casse della FederCalcio stimata in almeno 25 milioni di euro, con inevitabili ripercussioni negative sugli investimenti futuri.

Alcuni dicono che questo sfacelo, semplicemente, ce lo meritiamo. Del resto i risultati recenti della nazionale di calcio sono più o meno simili ai risultati degli ultimi governi: la fame di potere a livello personale prevale su tutto, in barba al bene collettivo. Come dar torto a chi la pensa così? Come smentire chi pensa che in questo paese un qualsiasi affarista, con l’aiuto di una fedele cricca, può arrivare a ricoprire alte cariche in ogni settore, seminando disastri a destra e a manca, magari distinguendosi per stupidità di idee e pessime battute di spirito.

Nils

Seguo spesso l'istinto. Ai tempi delle scuole elementari decisi di tifare Milan. Nell'autunno 2013 mi venne l'idea di creare questo sito (online dal primo gennaio 2014). A volte scrivo cose senza senso, perciò non prendetemi troppo sul serio.

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