Vediamo di arrivare sesti!

 La qualificazione alla prossima edizione dell’Europa League è centrata. L’obiettivo minimo stagionale, a fatica, è stato raggiunto, ma il Milan non può e non deve affrontare l’ultima partita di questo “strano” campionato in maniera soft pensando di essere già in vacanza.

Il motivo? La posizione finale, o meglio, il sesto o settimo posto che portano a due diversi modi di impostare l’inizio della prossima stagione. Battendo la Fiorentina a San Siro i rossoneri concluderebbero il campionato al sesto posto assicurandosi la qualificazione diretta all’Europa League, senza passare per i preliminari. Se invece l’Atalanta dovesse vincere e la banda di Gattuso non riuscisse a battere i Viola, sarebbe settimo posto e, di conseguenza, inizio della nuova stagione molto ma molto anticipato.

Succederebbe come lo scorso anno con il Milan già impegnato in gare ufficiali nell’ultima decade di luglio, in sostanza tra due mesi sarebbero già partite da dentro o fuori. Ciò comporterebbe un inizio precoce della preparazione ed una sua successiva accelerazione per essere in forma già dopo poche settimane. Tutto questo condizionerebbe poi il resto della stagione e quest’anno abbiamo visto in più frangenti i cali prestazionali di molti giocatori della rosa, cali in alcuni casi davvero molto evidenti che hanno influenzato e non poco i risultati deludenti.

Arrivare quindi sesti permetterebbe di passare un’estate più tranquilla, perlomeno dal punto di vista meramente sportivo. Sappiamo bene infatti come roventi saranno invece le partite che la dirigenza dovrà affrontare contro un gran numero di avversari come ad esempio UEFA, fondo Elliot e Raiola. Siamo ancora in primavera con un meteo pazzerello, ma la torrida estate rossonera sta già per iniziare.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.

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