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Gabri Shaka

Posts published by “Gabri Shaka”

Gabriele, 26 anni, milanista da due generazioni. Filosofo e neuroscienziato, amo il Milan dal '97, il primo anno che ho iniziato la raccolta dell'album Panini. I ricordi più belli sono il pallonetto di Inzaghi contro l'Ajax e le lacrime di gioia dopo la vittoria di Manchester. Amante dei numeri 10 ormai scomparsi, pugnalato al cuore quando da Rui Costa e Seedorf si è passati a Honda.

Rumori molesti e silenzi assordanti

Torno a scrivere su questo blog dopo alcuni mesi dove sono stato molto occupato. Avevo lasciato un Milan sconfitto all’ultimo secondo nel derby e speravo di riprenderlo commentando notizie positive ma, invece, la situazione nei dintorni di via Aldo Rossi si fa sempre più misteriosa ed enigmatica. Iniziamo dal campo: l’ultima partita con la Spal ci ha portato una vittoria soffertissima dopo un mese da tragedia, un Higuain si spera ritrovato e un punto di distacco dall’agognato quarto posto. Al netto di ciò, la stagione finora la reputo ampiamente insufficiente: non approfittare delle incertezze di Roma, Lazio e Atalanta in campionato e farsi eliminare in modo vergognoso in un girone…

Per quanto tempo ancora, Gigio, abuserai della nostra pazienza?

Il Derby è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Che Donnarumma non sia tranquillo da un anno a questa parte è sotto gli occhi di tutti, di chi siano le colpe è altrettanto palese ma gli unici che stanno pagando il prezzo sono i tifosi rossoneri e il Milan. Andiamo con ordine: Gigio esordisce a sedici anni, colleziona record su record e parate incredibili tanto da far innamorare chiunque. È un fenomeno, sembra poter parare tutto; qualsiasi leggerezza o sbavatura viene perdonata perché, oggettivamente, è un ragazzino di talento che gioca in una squadra di scarsi ben retribuiti. Poi, nell’Estate 2017 ovvero l’Estate degli inganni, qualcosa si…

Che fatica battere i lussemburghesi! Le pagelle di Reina e compagni

Reina 6: Non viene mai seriamente impegnato nel corso dei 90 minuti. Più sicuro di Donnarumma nelle uscite palla al piede e ben presente in quelle alte. Fa valere la sua esperienza “cazziando” il centrocampo all’ennesima dormita difensiva. Forse meriterebbe più spazio. Abate 3: Riesce a passare la palla indietro anche contro una squadra di dilettanti. Una sciagura in difesa, una pena in attacco. Almeno una volta correva. Ci si domanda come possa aver fatto una carriera al Milan; Conti torna presto. Caldara e Romagnoli s.v.: Non sono mai stati chiamati in causa seriamente. Laxalt 6: Uno dei pochi che danno segni di vita ma giocare questa sera era veramente…

E il naufragar (non) m’è dolce in questo mare…

Consigli di amministrazione, hedge found, prestiti, interessi, aumenti di capitale, paradisi fiscali, scatole cinesi, bonifici, obbligazioni, equity: il milanista sono due anni che si barcamena tra questi termini da Sole24Ore. Nessun problema se il milanista di professione facesse l’economista; purtroppo, o per fortuna, invece fa il tifoso. Gli ultimi anni di Berlusconi erano stati uno stillicidio, il closing una tortura ma l’avvento dell’era del dragone sembrava aver portato ottimismo. Le crepe che si erano aperte durante la gestione del misterioso Yonghong Li però non hanno retto alle scosse della Uefa causando il crollo della proprietà e di conseguenza della società. Ancora una volta quindi, anziché parlare di calcio, siamo tornati…

ROMA CAPOCCIA…DEL MERCATO

Mentre il Milan attende la decisione della Adjucatory Chamber dell’Uefa, costringendo i tifosi a studiare diritto sportivo dopo i vari master in economia e finanza, il calciomercato ha già visto esplodere i primi colpi. Juve, Inter e Napoli hanno già messo a segno alcuni acquisti ma è la Roma a fare da padrona in questo momento. La società capitolina sta continuando la rivoluzione per la quale è stato chiamato il Diesse Monchi, accolto in Italia come un maestro dello scouting dopo l’esperienza di Siviglia. “Poca spesa ma tanta resa” era il biglietto da visita dello spagnolo che però al primo anno, a mio avviso, ha steccato. È vero che un…

Almeno non prendeteci in giro

La Juventus, col pareggio di Roma, ha vinto nuovamente lo Scudetto (non indico il numero perché non l’ho ancora capito), per la settima volta consecutiva. Al Napoli il merito di aver tenuto accesa la competizione per qualche giornata in più rispetto agli anni precedenti e nient’altro. Al termine della partita che conferisce il titolo alla Vecchia Signora, le parole di Chiellini sono provocatorie e beffarde: ” Abbiamo trovato le energie da dentro, bisogna ringraziare i nostri avversari. A parte quello che hanno fatto in campo è dall’inizio dell’anno che prima c’è la Var, poi l’arbitro, poi i fuochi d’artificio, poi il bel gioco. Non hanno mai smesso di darci nuova linfa”,…

Il calcio italiano non interessa più a nessuno

La sera del 13 novembre 2017 si è compiuta la tragedia sportiva della nazionale italiana di calcio: dopo sessanta anni l’Italia non si è qualificata per la fase finale dei mondiali di calcio. L’arbitro non ha fatto tempo a fischiare la fine della partita che già opinione pubblica e addetti ai lavori stavano vomitando analisi, sentenze e soluzioni su social networks, giornali e televisioni. Nulla di trascendentale in un Paese i cui abitanti, come disse Churchill, vivono le partite di calcio come fossero guerre, se non fosse che nessuno (o forse pochi) è andato oltre alla richiesta delle teste di Ventura e Tavecchio. Non voglio soffermarmi sulle loro indiscutibili colpe…

Dall’esordio di Pato al deserto degli attaccanti

Il 13 gennaio 2008 faceva il suo esordio, in un Milan – Napoli, Alexandre Pato. Brasiliano di belle speranze, acquistato per prendere l’eredità di Shevchenko, al fianco di Kakà e Ronaldo quella sera fece brillare gli occhi dei tifosi e illuminò lo stadio con un gol e giocate straordinarie. Un nuovo Crack sembrava essere sbocciato, purtroppo tutti noi sappiamo come poi è andata finire. Nonostante la sua carriera non abbia rispettato le premesse, dieci anni dopo possiamo dire che il Papero è stato l’ultimo attaccante fuoriclasse e di prospettiva acquistato dal Milan. Se escludiamo la breve parentesi Ibrahimovic, giocatore già affermato, non vediamo esplodere a San Siro alcun talento da…

Juventus – Milan: l’analisi a freddo

Sembrava la trama di un film in cui i buoni vincono sui cattivi quando Bonucci, in mezzo a Barzagli e Chiellini, infilzava Buffon e strozzava i fischi in gola allo Stadium con una sciacquata di colluttorio. Un film che poi è diventato un horror con la zuccata di Cuadrado e il tiro di Khedira che hanno fissato il risultato. Ancora una volta il Milan torna sconfitto da Torino e da un Allianz Stadium che, di riffa o di raffa, sembra inviolabile al Diavolo. Eppure stavolta il Milan non si è presentato come un animale al macello, non è stato in balia degli avversari ma li ha messi in difficoltà difendendosi…

Suso: croce o delizia?

Arrivato in punta di piedi nel gennaio 2015, Jesús Fernández Sáez o semplicemente Suso è sicuramente il giocatore simbolo del Milan degli ultimi due anni. In maglia rossonera ha fatto registrare 15 gol e 24 assist ma soprattutto ha tenuto a galla la squadra nella stagione più complicata della storia rossonera. Anche quest’anno tutte (o quasi) le azioni da gol partono o si concretizzano tramite i suoi piedi. Nonostante ciò, Suso non mette d’accordo tutti. I suoi critici, tra cui il sottoscritto, lo ritengono troppo evanescente e prevedibile: gioca solo col piede mancino rendendolo facilmente intuibile e perdendo spesso e volentieri un tempo di gioco; preferisce in primis la giocata…

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