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Tra cessione di quote e disastri societari

Leggendo in questi giorni i quotidiani sportivi (e non) a proposito della situazione Milan non ci si può non rendere conto che le notizie sui rossoneri abbondano in una maniera spropositata, e tutte in un modo o nell’altro vertono sui tantissimi problemi che attanagliano il mondo rossonero in questo momento storico.

In primo luogo sono ancora fresche le voci che riguardano una possibile cessione delle quote della società ad un magnate thailandese, tale Taechaubol. E tra le solite conferme e smentite stiamo assistendo all’ennesima voce che (molto probabilmente) finirà nel dimenticatoio tra pochi giorni. Voci del genere ormai si susseguono con insistenza e regolarità dal 2009 circa e hanno coinvolto personaggi di diverse nazionalità: dagli sceicchi arabi, all’albanese Taci, ai quatarioti per finire coi russi. E per non farci mancare nulla, anche una fugace voce che parlava di Squinzi, smentita in pochissimo tempo. Allo stato attuale, più che l’interesse thailandese, sembra sia degno di nota l’acquisto di Infront da parte dei cinesi della Wanda Group, che potrebbero essere interessati anche all’acquisto di quote della società rossonera con il relativo supporto nella costruzione dello stadio. Tuttavia si tratta ancora solo ipotesi su ipotesi che non fanno altro che destabilizzare un ambiente già alla deriva.

In secondo luogo, passiamo al piano squisitamente calcistico. Ormai sono anni che le casse della società sono vuote e dinanzi a tale problema sembra che la società tutta si sia completamente smarrita. L’insensato (e lo ripetiamo ormai da mesi) allontanamento di Braida, la guerra intestina tra Galliani e Barbara, i clamorosi errori in sede di mercato di Galliani stesso, non hanno fatto altro che ridimensionare una squadra che oggi come oggi è solo per pura fortuna che non si ritrova a lottare per la salvezza. E arriviamo qui ad Inzaghi. Gli errori di inesperienza del nostro Pippo sono evidenti, ma evidente è anche il fatto che non è di certo lui il primo colpevole di questa orribile situazione. Forse neanche il secondo o il terzo. Ovviamente pagherà lui il conto per tutti con l’inevitabile allontanamento, ma davvero un altro allenatore, con alle spalle una società senza uno straccio di progetto, potrebbe fare meglio?

Per il tifoso milanista resta una sola cosa da fare: chiudere i giornali e pensarci il meno possibile…

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