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Doyen o non Doyen: questo è il problema…

In quest’ultimo periodo stiamo assistendo con grande entusiasmo al rilancio del Milan sul mercato. L’affare Jackson Martinez dovrebbe chiudersi a breve, 35 milioni la sua clausola rescissoria; Kondogbia sembra vicino per una cifra che si aggira sui 25/30 milioni, poi si parla del clamoroso ritorno di Ibra e della possibilità di una trattativa per il centrale Hummels del Dortmund (al momento più un sogno che un obiettivo). Nomi grossi, che senza ombra di dubbio potrebbero riportare il Milan a livelli altamente competitivi. Accanto a tutti questi nomi tuttavia c’è n’è uno che aleggia quasi sempre come un ombra: la Doyen Sports, che tra social e media è il vero oggetto di discussione di opinionisti e tifosi rossoneri. C’è chi crede che sia la nuova mafia del calcio, chi invece pensa che sia un’importante risorsa potenzialmente utile, quasi indispensabile per un grande mercato.

Galliani ha tenuto subito a precisare che tale collaborazione, nata con l’entrata in scena di Mr. Bee, non ha nulla a che fare con i piani economici della società: “la Doyen non entrerà nel capitale del Milan, Taechaubol ha indicato Nelio Lucas come suo consulente tecnico. Io lo conosco dal 2013 e sono felice di collaborare con lui, persona che sa di calcio e con la quale mi trovo bene”. A quanto pare Nelio Lucas (Ceo della Doyen) è solo un consulente che affianca Galliani nelle trattative, nulla più.

Fondi come la Doyen in passato hanno agito in regime di Tpo (third party ownership): venivano cioè acquisiti cartellini di giocatori per ricavare plusvalenze sulla rivendita. Si è passati poi dalle Tpo (bandite dalla Fifa dal maggio scorso) alle Tpi (third party investment): la Doyen quindi potrà ora solo finanziare l’acquisto dei cartellini dei giocatori in cambio di una percentuale sulla futura vendita. Tale attività può essere eticamente discutibile (la Doyen potrebbe esercitare pressione sui calciatori per provocarne la vendita tenendo in ostaggio le società), tuttavia al momento non sembra illecita. Non spetta a noi criticarla o “assolverla”, non siamo né giornalisti professionisti, né esperti di economia. Ciò che interessa a noi è legata alle parole dello stesso Nelio Lucas: “Con il Milan non stiamo finanziando nessun trasferimento, anche perché non è più consentito. Noi possiamo aiutare il Milan a tornare grande con la nostra conoscenza del mercato e la nostra squadra di scouting, che è uno dei segreti del nostro successo”.

Da semplici tifosi è proprio questo che ci sta a cuore: vedere di nuovo il Milan tornare grande e dimenticarci una volta per tutte di questi ultimi disastrosi anni.


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