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La folle estate del tifoso rossonero

Negli ultimi anni è stato davvero un “lavoraccio” essere tifosi rossoneri, non possiamo negarlo: dal famoso gol di Muntari fino ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. Abbiamo assistito alle dolorose cessioni di Ibra e soprattutto di Thiago Silva, abbiamo pianto vedendo tutte le colonne della squadra passare sotto la Sud e salutare per un mesto addio. Abbiamo visto la squadra smantellata per essere ricostruita come una provinciale, il tutto mentre le “alte sfere” ci rassicuravano su un futuro (anche immediato) roseo e ricco di soddisfazioni. Abbiamo protestato, ci siamo incazzati ferocemente, siamo rimasti delusi, poi ci siamo risollevati con qualche nuovo acquisto che speravamo potesse riprendersi con la nostra maglia. Poi abbiamo esultato per qualche effimera vittoria, e poi ancora a protestare per una dirigenza scomparsa.

Ora completamente disillusi e rassegnati dopo tre anni di fallimenti (sì perché di fallimenti si tratta), abbiamo vissuto la più folle estate del tifo milanista. Il tutto è cominciato con gli acquisti di Alex e Menez che preludevano ad un mercato sontuoso: ed ecco il tifoso, mentre sogna la vacanza di Agosto, lascia spazio nei suoi pensieri ad un nuovo Milan, una squadra stellare che apra una nuova era. Sorrisi e speranze accompagnate dalle solite dichiarazioni. Poi un susseguirsi continuo di nomi mentre il caldo si alternava freneticamente alla pioggia: Lavezzi, Griezmann, Cerci, Lestienne, un clamoroso ritorno di Taarabt, insomma un esterno di livello sarebbe di certo arrivato per Pippo. Le speranze e le delusioni si susseguono, gli ottimisti predicano calma, i catastrofisti annunciano una stagione orribile. Dei nomi fatti non arriva nessuno ed ecco che comincia il valzer delle punte: Destro, Eto’o, Torres, Borini, Jackson Martinez, persino Falcao. Mentre in piena vacanza d’Agosto già si sogna l’ex Monaco in rossonero arriva negli ultimi giorni Torres: chi vede in lui il simbolo della rinascita, chi il principe dei bidoni, ma tant’è. Ed è proprio alla fine di questa estate che arriva il meglio: già stanchi per i continui cambi di umore ecco che ci si divide su Van Ginkel: l’olandese accetta solo dopo svariati giorni il Milan, e c’è chi lo vede un presuntuoso, chi un predestinato. Dopo di lui già pronti tutti ad accogliere Biabany e soprattutto a dire addio a Zaccardo: momenti di giubilo e abbracci virtuali tra Twitter e Facebook. No. Zaccardo rifiuta di andare al Parma. Salta tutto. Tifosi di nuovo inviperiti. E poi c’è anche Cristante che ci lascia. Vergogna. Società assente e senza programmazione. Il tempo di esultare per la prima giornata e di arrabbiarci per l’addio di Cristante che sbuca Jack dall’Atalanta. Di nuovo felici per una grande squadra. Oppure no?


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