Il 4-2-3-1 e il ruolo del “Falso nueve”

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Alcuni giorni fa avevamo descritto una situazione di gioco molto comune e che si ripete in maniera identica (ma opposta) con palla prima a destra e poi a sinistra, evidenziando le difficoltà della squadra in attacco che si schierava con il 4-2-3-1 (ecco l’articolo).

Il centravanti in questo modulo, comunque si trova sempre con due difensori addosso e pertanto in inferiorità numerica.

Servirgli palla non risolve molto perché non ha un collega di reparto vicino a dargli man forte e, inoltre, gli esterni sono lontani, sul perimetro dell’attacco.

Può mai essere pericoloso in tal modo? Non credo, a meno che non si tratti di un autentico fuoriclasse che, come si dice, fa “reparto da solo”. Per questo, personalmente ritengo che si debba sempre giocare con due attaccanti di ruolo. Sono pochi gli attaccanti che, per classe, carisma, autorevolezza, esperienza, fisicità, consentono di giocare in modo efficace con questo modulo.

Una alternativa, senza voler cambiare modulo di gioco, ed avendo un attaccante con le caratteristiche del falso nueve, è che questo arretri, tentando di attirare su di se almeno due giocatori, un centrale e un centrocampista a supporto, per liberare spazio per l’elemento centrale dei tre che ha spazio per puntare verso la porta.

Nel momento in cui il falso nueve arretra ha due opzioni:

1- può servire il compagno che arriva in corsa da dietro, mentre gli esterni scattano in avanti per attirare su di loro i rispettivi marcatori     che altrimenti si concentrerebbero nella zona centrale del campo impedendogli ogni movimento della palla;

2- può anche scegliere di servire uno dei due attaccanti esterni, che hanno tagliato in velocità dietro la linea di difesa, e mandarli in porta.       

Anche uno dei due centrocampisti può tentare l’inserimento in avanti per attirare su di sé uno dei centrali di difesa.

La differenza, ovviamente, la fanno i tempi di movimento e la tecnica individuale. Detto così, è molto facile.

Nel movimento del falso nueve Totti, ad esempio, era eccezionale arretrando e servendo i compagni nel momento dell’inserimento.

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