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Quando la Curva va dritta

Se il calcio è uno spettacolo, il tifoso è lo spettatore. E se lo spettatore non è portoghese ma paga regolarmente il biglietto ha diritto di protestare, soprattutto se la protesta è civile e non trascende.

Se pago per andare ad ascoltare un concerto e il musicista non mi piace, non ho il diritto di sparargli o picchiare la madre, ma posso certo fischiare e andarmene. E magari non andare la volta prossima.

La contestazione andata in onda in tutta Italia sabato sera in occasione di Milan-Cagliari è al tempo stesso una testimonianza di affetto e una preoccupazione al tempo stesso.

E’ un urlo di dolore da parte di chi ha a cuore le sorti di una squadra.

Possiamo dire tutto il male possibile di quei ragazzi tranne che non vogliano bene al Milan.

E’ l’ennesima certificazione del fatto che il tifoso non è fesso e nemmeno scemo e non ci sta a farsi passare per l’uno o per l’altro.

Detto ciò, per sgombrare il campo da ogni possibile accusa di pregiudizio o favoritismo preconcetto, vediamo di partire dal principio.

Le società di calcio sono delle S.p.A., Società per Azioni. Sono della aziende in tutto e per tutto, anche se a differenza delle altre, non acquisiscono materie prime per restituire un prodotto finito e nemmeno forniscono servizi.

Però, in quanto aziende, funzionano alla stessa maniera: c’è una Proprietà, una Dirigenza, dei Quadri, dei Dipendenti. Anche nelle società di calcio, si arriva la mattina e si va via la sera.

E anche nelle società di calcio, chi comanda deve stare in azienda per svolgere il proprio ruolo in pieno, per assumersi la responsabilità di decidere le strategie e indirizzare i conseguenti comportamenti.

Il Milan come noto, fa parte del Gruppo Fininvest, una holding finanziaria (anche detta “holding pura”) cioè una holding che non svolge attività di produzione o scambio di beni o servizi (eventualmente svolgono tale attività di produzione o scambio le società partecipate o possedute dalla holding stessa).

Per molto tempo, la holding Fininvest e una delle società da questa controllate, l’A.C. Milan S.p.A. hanno condiviso il Presidente, un fatto non trascurabile. Ciò ha favorito indubbiamente i flussi finanziari all’interno della holding.

Per farle breve, il Presidente dell’A.C. Milan S.p.A., Berlusconi Silvio, chiedeva al Presidente di Fininvest Silvio Berlusconi se poteva compiere una certa operazione. La risposta ve la date da soli.

Poi, le cose sono cambiate e la stessa domanda, adesso, non ha più la stessa risposta.

Leggo da molte parti che “i soldi sono terminati”.

Non credo lo siano veramente. Fininvest, come qualunque altra struttura dello stesso tipo, non ha problemi di soldi. Se veramente i soldi fossero terminati, non se ne parlerebbe neanche.

Piuttosto, sono cambiate le persone che decidono come si spendono i soldi. Il che è peggio, per certi aspetti.

Immaginate di voler cambiare autovettura ma che il blocchetto dal quale staccare l’assegno che vi serve lo abbia qualcun’altro, colui che dovrà firmare. E’ inutile che gli sottoponiate i più svariati modelli di autovetture, anche economiche o in super offerta.

Se chi deve firmare non è convinto che voi abbiate la reale esigenza di cambiare autovettura, voi andrete in giro sempre con la stessa macchina, credetemi.

Siamo proprio sicuri che si debba chiedere solo a Berlusconi che intenzioni abbia?

O piuttosto, non lo si dovrebbe chiedere anche soprattutto ai vertici Fininvest, che nel Milan non fanno sentire né la loro voce né la loro presenza?

In aggiunta alle domande rivolte dalla curva, chiedo: nel Milan, adesso, chi comanda?

E negli ultimi anni chi ha comandato? Da una certa data in poi, di sicuro, non ha comandato più Berlusconi che dal Milan si è progressivamente allontanato per i suoi impegni, per i suoi guai personali e per l’età che avanza.

E se non ha comandato lui, ma qualcun altro, a chi va ascritta la mancata cessione di Pato al Paris Saint Germain nel gennaio del 2012, con conseguente mancato ingaggio di Tevez che, vista l’attualità, avrebbe di certo spostato gli equilibri di quel torneo a nostro favore e ci consentirebbe, adesso, di raccontare tutta un’altra storia?

E tutti gli acquisti, anche sbagliati, di queste ultime tre stagioni, sono stati decisi da chi? La proprietà li ha avallati o ha lasciato fare?

In curva sabato sera, avrei visto benissimo un altro striscione : D.ssa Marina, Dott. Piersilvio, voi da che parte state, cosa ne pensate? Di tutto ciò che sta accadendo, avete sempre saputo? Se sì, perché non avete detto e non dite nulla? O non sapevate? O peggio ancora, avete fatto finta di non vedere e non sapere?

E, soprattutto, siete convinti di continuare?


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