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Uno sguardo intorno a noi… Come stanno le altre

Tra un’amichevole e l’altra e in attesa che scatti, ufficialmente con la Coppa Italia, la prossima stagione, siamo ormai giunti al termine del primo mese di mercato. Diamo uno sguardo alle principali partecipanti al campionato che tra breve inizierà, cercando di capire prospettive ed attese di ciascuno, alla luce di quanto già consolidato. Oggi vediamo le prime tre della scorsa stagione.

Juventus: la difesa è rimasta immutata con in più Rugani per il quale si dovrà verificare l’adattamento nel salto da Empoli a Torino. Considerati i guai fisici di Barzagli ed il fallimento di Ogbonna, il carico di lavoro e responsabilità sarà ancora sulla coppia Bonucci-Chiellini, tutti e due con un anno in più, con Caceres di rincalzo. A metà campo, preso Khedira, non un realizzatore (21 reti negli ultimi 10 anni) ma certamente un buon mediano. Altresì, sono andati via uno dopo l’altro, Tevez, Pirlo, Vidal. E non è poco, se consideriamo il contributo in termini di gol, gioco e personalità che ognuno di essi ha dato alla causa bianconera. Marchisio farà il Pirlo (che è diverso dal fare il vice Pirlo…). Bisognerà vedere come sta nella testa Pogba dopo un’estate di corteggiamenti a suon di milioni. In attacco sono arrivati Mandzukic, ottimo elemento, ma con caratteristiche diverse da Tevez, forse un po’ più simile a Llorente, e Dybala, giovane e costoso argentino, per il quale valgono le considerazioni fatte su Rugani. Confermato Morata.

Allegri vorrebbe tentare la carta del 4-3-3, ma secondo me non ha gli esterni giusti per sfruttare al meglio le qualità acrobatiche di Mandzukic, perciò cerca disperatamente un trequartista, per un 4-3-1-2 che più gli si addice. Prima sembrava fatta per Goetze, adesso l’obiettivo sembra Draxler. Chiunque arrivi, qualcuno farà panchina: chi? Non sono d’accordo, almeno al momento in cui sto vergando queste righe, con chi dice che si giochi per il secondo posto. Pur restando sicuramente forte, la Juventus molto sta cambiando e Allegri, presumo, avrà qualche problema di assemblaggio e di verifica di quei meccanismi di gioco precedentemente perfettamente oliati. Le difficoltà potrebbero aumentare se, in avvio, non dovessero arrivare subito i risultati. Al di là dei fuoriclasse, le vittorie della Juventus sono passate attraverso stagioni di grande continuità ad alto livello di giocatori di contorno (Lichtesteiner, Asamoah, tanto per fare due nomi). Inoltre, bisognerà verificare se mentalmente la squadra cercherà, inconsciamente, di privilegiare la Champions a scapito del campionato. Certe dichiarazioni di Allegri sulla voglia di cercare il 5° titolo consecutivo mi portano a pensare che il rischio ci sia.

Roma: lo scorso anno la squadra non ha reso come nel primo anno della gestione Garcia. Primo perché, secondo me, la Roma non era più una novità per gli avversari che dopo averla studiata per bene hanno trovato le contromisure adeguate. Secondo, perché alcuni protagonisti non si sono ripetuti ai livelli della precedente stagione (Maicon su tutti, poi Pjanic e Gervinho, mentre Castan e Balzaretti sono stati addirittura lungodegenti). Terzo, perchè Totti, che prima o poi dovrà smettere di giocare, non è più, alla soglia dei 40 anni, l’ancora di salvezza cui aggrapparsi per risolvere le partite. Il problema soprattutto è stato l’attacco, perché Iturbe ha accusato il salto dalla provincia e il cambio di modulo (dal contropiede di Mandorlini alla manovra avvolgente di Garcia mentre Gervinho è stato una meteora e Doumbia un fallimento così come Ibarbo. Preso Iago Falque, la società sta cercando un esterno basso (per poter riservare a Florenzi solo ruoli di attacco e centrocampo) ed un attaccante di valore, uno di quelli che possa garantire un elevato contributo di gol e assist. Dzeko l’obiettivo (costoso) della dirigenza che dovrà passare attraverso qualche cessione importante e dolorosa (Romagnoli?). L’arrivo di Salah a mio avviso non contribuisce a chiarire la situazione. L’egiziano non è un esterno, perché ama giocare prevalentemente in posizione centrale da dove spesso segna. Forse andrebbe meglio come seconda punta o come centrale in un 4-2-3-1, alla Perrotta di Spalletti, per intenderci. La chiave della stagione della Roma passerà comunque attraverso il rendimento dei giocatori di centrocampo dotati di maggiore qualità tecnica (Pjanic e De Rossi) e del portiere, visto che De Sanctis lo scorso anno ne ha combinata qualcuna di troppo. Per precauzione è arrivato Szczęsny.

Lazio: la squadra del Presidente “sposta eventi” Lotito è stata la rivelazione della scorsa stagione. Il difficile adesso è ripetersi, considerato che gli impegni (si spera…) aumenteranno. La squadra sinora è rimasta quella della scorsa stagione, con Mauri in meno e lo stopper Hoedt (preso a gennaio) ed i giovani Morrison e Kishna in più. Un po’ poco, soprattutto in funzione del preliminare di Champions League che sarà lo spartiacque della stagione. Mi sembra che la squadra, ora come ora, abbia una ottima batteria di centrali (De Vrij, Hoedt, Gentiletti, Mauricio, senza contare Radu), il centrocampo, rimasto immutato e potrà contare sulla maggiore esperienza di Cataldi, uno dei migliori talenti italiani. Il problema secondo me è in attacco, dovendo contare sull’eterno (ma fino quando?) Klose sperando nella esplosione di Djordjevic. La sensazione è che Lotito stia aspettando l’esito del preliminare, a mio avviso rischiando molto. La stagione della squadra potrebbe essere ancora una volta legata alla fantasia di Felipe Anderson e alle volate di Candreva.


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