Rimpianti e saluti finali

 Ci sono partite delle quali a volte si farebbe volentieri a meno, perché non contano nulla per la classifica e non offrono spunti di interesse. Milan–Torino di ieri sera purtroppo è una di quelle partite. Proviamo comunque a trovarne. Potrebbe essere l’ultima a San Siro per molti dei giocatori e ritengo a meno clamorosi ed improbabili ribaltoni anche l’ultima a San Siro per Pippo da allenatore del Milan. Non sapremo mai la verità, come nella migliore tradizione dei misteri Italiani, su come siano andate le cose. Su Pippo osservo due cose che da uomo intelligente, spero abbia osservato anche lui: la società è stata oltremodo cortese a non esonerarlo (e ce ne sarebbero stati i motivi) e sul suo curriculum ci sarà scritto che ha allenato il Milan. Inoltre quella gavetta che avrebbe dovuto fare da altre parti, l’ha fatta a spese del Milan in un ambiente a lui noto ed accogliente che gli ha perdonato molto, avendo consentito di spendere una buona parte del credito accumulato in anni di calcio giocato.

Magari un giorno ne riparleremo e ci rideremo sopra. In attesa che i grandi nomi che circolano sui media si manifestino in forma scritta, oltre che parlata, dobbiamo concludere, e in fretta, perché tra due mesi (non due anni) inizia la nuova stagione, se non ve ne siete accorti e dobbiamo andare avanti ed in fretta, perchè gli altri non aspettano.

Formazioni: Abbiati in porta (ai saluti finali?), manca Abate, al suo posto il serissimo Zaccardo, in attacco Pazzini (anche lui se ne va?) con Honda e il ritrovato Faraone. Nel Toro dell’ottimo Ventura che ha fatto miracoli anche quest’anno, c’è la bestia nera Amauri. Un occhio anche per Darmian, papabile di rientro la prossima stagione.

I volti dei giocatori all’ingresso in campo sono sorridenti, la tensione della stagione si sta evidentemente sciogliendo mentre il pubblico è sin troppo numeroso e vociante, visti i precedenti. Iniziamo.

Ritmi ovviamente non elevati, qualche buona iniziativa di Zaccardo e El Shaarawy, il Toro sembra aspettare ed osserva. De Jong salva al limite su El Kaddouri e poi tiraccio di Vives altissimo. Il temerario Padelli ci regala qualche inaspettata emozione perchè sui retropassaggi dei compagni rischia sempre qualcosa di troppo.

Al 18° minuto annoto che siamo ancora a zero tiri in porta, ma ci pensa El Shaarawy. Zaccardo avanza e crossa, il Faraone in area stoppa e tira forte a pelo d’erba! Adesso a zero ci sta il Torino. Bentornato Faraone, quanto ci sei mancato. Anche Bocchetti tira da lontano in cerca di gloria. L’atteggiamento dei suoi non piace a Ventura, inquadrato tutto rosso in volto: sarei curioso di sapere che valori ha di pressione arteriosa. Volata di Peres sulla destra e tiro (anzi tiraccio) di Gazzi alto. Ancora Toro, con Martinez che da lontano telefona ad Abbiati. Poli, uno che merita la maglia che indossa per lo spirito combattivo e la generosità, lotta e combatte neanche si stesse giocando la strada di casa, ma è così che si deve fare. Potremmo raddoppiare dopo un’azione Pazzini–El Shaarawy, ma il Faraone non riesce a finalizzare al meglio. Honda imita Martinez di poco prima e telefona a Padelli su punizione. Su ripartenza granata (vedremo viziata da off-side della bestia nera Amauri) il povero Zaccardo abbatte Molinaro al limite: rosso e siamo ancora una volta in dieci (per la tredicesima volta quest’anno). Senza esito la punizione susseguente. Intervallo provvidenziale per chiarire al meglio l’atteggiamento da tenere nella ripresa. Al rientro, Mexes prende il posto di Alex che stavolta non regge nemmeno l’ora di gioco sindacale. E resta negli spogliatoi anche Inzaghi, evidentemente causa “dissapori” con l’arbitro Valeri. Honda sembra essersi destato e vola sulla destra, si accentra e serve Pazzini che non colpisce bene di crapa. Sempre Pazzini non arriva su un cross di Bocchetti dal fondo. Esce Vives per Benassi. Honda intercetta a metà campo e parte, difende bene la palla, e serve Van Ginkel che scambia e si infila in area. Stavolta è Molinaro che lo abbatte mentre sta per tirare: rosso e ovviamente penalty. Pazzini segna e fa 100 in Serie A, loro sempre a zero, noi a due. El Kaddouri tenta il tiro da fuori, Abbiati sicuro para. Adesso in parità numerica il Toro sembra poter fare poco. El Shaarawy in evidenza e Pazzini tira a lato. Gli spazi maggiori sembrano favorirci: Liedholm anni fa affermò che bisognerebbe giocare 10 contro 10, perché lo spazio facilita maggiormente la giocata e lo spettacolo. Infatti, bella azione corale, palleggio prolungato con scambio El Shaarawy–Van Ginkel, l’olandese serve il Faraone in area, controllo e palla sotto la panza di Padelli. 3 a 0 e partita finita. Ancora van Ginkel serve De Jong, gran tiro e palla di poco alta. Persino Poli ci prova dal limite. Spazio ai giovani: Rosso per Martinez e il figlio d’arte Mastalli (il papà giocò con il Bologna) per Poli. Subito in evidenza il ragazzo, con un tiro in area forse deviato di braccio da Moretti. Abbiati fa in tempo e mettersi in evidenza con una paratona in angolo su El Kaddouri, l’ultimo ad arrendersi dei suoi e poi tutti sotto la curva.

Commento: nota positiva il ritrovato El Shaarawy. L’anno prossimo, non scherziamo, si riparte da qui. El Shaarawy è giocatore totale, corre, si smarca, aiuta il centrocampo e si propone sulla fascia, segnando però sempre da posizione centrale, cioè da attaccante vero, perfetto per un 4-3-3 o un 4-2-3-1. La sua assenza prolungata ci ha penalizzato, con lui avremmo segnato almeno 10-15 reti in più.
Bene anche Poli e Van Ginkel stasera in bella evidenza. Finalmente abbiamo visto Mastalli, da tempo sulla rampa di lancio. Timore reverenziale zero, fisico e piedi buoni, coraggio e grinta, si è inserito subito con autorità e quasi quasi segnava, perché buon sangue non mente.

Se effettivamente arrivano Josè Mauri e Bertolacci (e magari Baselli, aggiungo!), con Poli, Mastalli, magari anche Modic, e Van Ginkel, che io personalmente cercherei di tenere, avremmo un reparto di metà campo giovane, di corsa e qualità, in grado di impostare, coprire ed anche segnare.

Diego Lopez in porta. In difesa, Abate, Paletta, De Sciglio (insisto, perché non provarlo al centro della difesa?), Antonelli, Mexes alla bisogna, Bocchetti e Felicioli (in ultimo, ma molto in ultimo anche Bonera…) per completare il reparto.

Davanti, El Shaarawy su tutti, Honda come trequartista, Bonaventura double-face tra metà campo e attacco, e Pazzini sempre disponibile. E con Mastour e Di Molfetta da inserire. Rimarrebbero da fare due soli grossi investimenti: un difensore centrale in grado anche di costruire gioco e un attaccante, ma forte veramente. Se le cifre che vedo scritte sono vere anche solo a metà…

Senza Coppe da disputare, non staremmo messi poi così male, anzi. Chiedo troppo?

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