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Analisi di una prestazione poco convincente

Dopo due settimane di forzata agonia, torna il nostro amico Campionato. Come temevo, in questo periodo c’è stata la sfilata dei professori, quelli che sanno tutto su tutti, nonché l’immancabile pranzo ad Arcore, nel quale, tra un primo ed un secondo, pare si sia parlato anche di pallone.

C’è stata la conferma che su alcuni nomi è in atto un braccio di ferro tra “poteri forti”: Mexes, per esempio, è gradito alla proprietà ma non all’allenatore. Cerci, al contrario. Speriamo non si faccia male nessuno…

Sabato sera, intanto, Mastro Sinisa lancia il guanto di sfida al Presidente: tu vuoi il 4-4-2? Macché, io schiero il 4-3-3 con il giovanotto ex “del calcio che conta” all’estrema destra.

A dire il vero, per come vedo io il calcio, nessuno dei due moduli si attaglia alla rosa attuale.

El Shaarawy, che era perfetto per tutti e due (Conte docet…) è stato ceduto. Per cosa, allora? Non fui contrario alla cessione del ragazzo, ma solo nell’ottica di uno schema di gioco diverso. Bonaventura, al quale va tutta la mia stima personale, è un ripiego, a destra o a sinistra, perché non ha il passo da scattista. Invece, ha nelle sue corde la ricerca della trama di gioco, la palla al piede per vie centrali, il tentativo di penetrazione e il tiro a rete.

COSA HA FUNZIONATO.

  • anche stavolta, inizialmente, l’ATTEGGIAMENTO, buon piglio, spirito di sacrificio, attenzione, ricerca dell’equilibrio tra i reparti, determinazione, lotta su ogni pallone.

  • I SINGOLI: Bonaventura, come sempre. Messo in una zona di campo che non gli è congeniale naturalmente si accentra, cercando la palla e la manovra, non la profondità. Non ha lo sprint dell’esterno, ma si spende con abnegazione. Sfiora il gol su calcio da fermo. Montolivo, fino a quando ha fiato semina fosforo per il campo, poi si affloscia e con lui la squadra tutta. Luiz Adriano dopo un buon inizio di stagione si è immalinconito. Ieri è stato sommerso dai falli, ha lottato ma cerca, per DNA, la sponda con uno che gli stia vicino (la seconda punta) e che non c’è. Bacca, da attaccante solitario, è andato meglio, perché abituato ad arretrare e prendere il pallone, puntando la porta. Nell’area piccola è devastante, ma va servito. Bertolacci sforna il primo assist da rossonero, e dovrebbe giocare più vicino alle punte, libero da obblighi di copertura.

  • LA FASE DIFENSIVA. Romagnoli è imprescindibile, Alex ha speso le energie delle prossime tre settimane, non uscendo per infortunio e tenuto conto che è un candidato alla prossima partenza, ha mostrato grande professionalità. Il Toro, che in casa non è secondo a nessuno, sbatte sul muro eretto dai nostri: il Quaglia è assente ingiustificato, Maxi è fumoso, gli altri, vivacchiano. L’ingresso del gallo Belotti spariglia l’equilibrio e mette la partita sul piano della confusione organizzata nei confronti della quale non sappiamo, vedi Genoa, come reagire.

COSA NON HA FUNZIONATO.

  • anche stavolta, dopo il nostro gol, l’ATTEGGIAMENTO. Ci siamo innaturalmente abbassati dando spazio e fiato alle speranze di rimonta del Toro. Dopo 8 giornate se caliamo fisicamente siamo di fronte ad un vizio ricorrente, diversamente il problema è solo mentale. De Jong, più che Poli, sarebbe servito: piazzato davanti alla difesa, avrebbe svincolato Montolivo da compiti di distruzione e lo avrebbe messo nelle condizioni per congelare la sfera insieme a Bonaventura.

  • I SINGOLI: Cerci, impalpabile. Di occasioni per mettersi in mostra ne ha avute e tutte le ha fallite. E’ stato difeso a spada tratta. Se si tratta di giocare il 4-3-3 come sabato sera, sono meglio io con le ciabatte. Così com’è, non serve a nulla. Non copre, non salta l’avversario, non tira. Non è… e basta. Diego Lopez: il tiro di Baselli è sul suo palo, il primo, quel pallone si deve prendere. Lo scorso anno beccava 100 tiri a partita, adesso molti di meno. Se prosegue così, spazio a Donnarumma.

Sembra la storia della coperta, o è troppo lunga o è troppo corta.

Per giocare un efficace 4-3-3 (o il 4-4-2) manca del tutto un esterno alto a sinistra (El Shaarawy), e uno valido a destra (Cerci, purtroppo, non è più tra noi). La squadra è stata costruita per il 4-3-1-2, e basta, inutile recriminare.

Cambiare tanto per il gusto di cambiare non serve e fornisce solo indicazioni contraddittorie alla squadra.

Per come la vedo io, l’unico a poter fare il trequartista è Bertolacci, davanti ad un centrocampo di copertura. Se schieriamo una sola punta, la fase offensiva diventa improponibile.

Chi vivrà, vedrà. E noi vedremo.

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