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Cuore e grinta non sono serviti… o forse sì

Una partita strana, che ci ha regalato motivi per piangere ma stranamente anche alcuni per sorridere.
Non è stata sufficiente una gara disputata con il cuore, con lo spirito di sacrificio e anche con sprazzi di qualità per avere ragione di una Juve a cui è bastato mettere sul piatto il colpo di un campione per vincere. Inutile stare a discutere di un campionato talmente mediocre e poco credibile (a tal proposito siamo completamente d’accordo con Capello), in cui una squadra in netta difficoltà può accontentarsi di un tiro di Tevez, quello che veramente ci interessa è tutt’altro. Era da tempo che non vedevamo la nostra squadra giocare in questo modo, dare spettacolo e mettere in difficoltà corazzate del calibro di Juve ed Atletico Madrid, partite in cui a corsa e cuore si sono abbinate le giocate dei singoli. È vero, probabilmente le sconfitte non sono imputabili solo alla sfortuna, ma anche alla poca concretezza sotto porta e al fatto che molti di questi ragazzi (Taarabt in primis) non hanno mai disputato partite di alto livello. Il gruppo risente ancora della preparazione atletica della gestione precedente e non riusciamo ancora a gestire perfettamente la capacità fisica, ritrovandoci spesso a disputare finali di partita in debito di ossigeno. Ma la strada intrapresa è sicuramente quella giusta: oggi possiamo essere più che soddisfatti del progetto stilato. Seedorf sta cominciando a dare un gioco, un vero gioco a questi ragazzi, il settore giovanile si potenzia di anno in anno e il tutto riducendo drasticamente i debiti. Un progetto che richiede molto tempo e forse molti anni, ma per ora ci basta ciò a cui stiamo assistendo. I tifosi rossoneri lo hanno capito e i veri applausi, ieri sera, erano davvero solo per noi.


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