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Elogio del centrocampo e delle prospettive

In un senso o in un altro Juve – Milan di sabato sera ha fatto molto discutere. In realtà già nelle ore prima la gara i tifosi si dividevano tra chi ironizzava sul centrocampo che avremmo di lì a poco presentato e chi invece arrabbiato e deluso mostrava tutta la sua insofferenza con frasi e parole di protesta. Più in disparte chi invece sperava che qualcosa di bello potesse succedere e che per una notte avessimo potuto mettere da parte tutti i problemi di questa squadra. Ovviamente ciò non è accaduto, nonostante il Milan abbia cercato un gioco propositivo e coraggioso che almeno ha portato ad una sconfitta onorevole. I segnali, ancora flebili e timidi, di una rinascita in effetti ci sono, e pur tuttavia presentarsi con un centrocampo del genere a Torino ha qualcosa che secondo il nostro modestissimo parere va oltre la protesta e arriva alla rassegnazione più cupa. E non solo abbiamo dovuto sorbirci il duo ghanese, ma come se non bastasse siamo stati anche costretti a vedere la fascia di capitano cadere magicamente e sfortunatamente sul braccio di Muntari. Un centrocampo di tre incontristi di cui due abbondantemente ex giocatori (salviamo il bravo Poli che di colpe ne ha poche) riassume il disastro a cui è andata incontro una società, come già tante volte ripetuto, completamente allo sbando. Nessuno si permetta di tirare in ballo i tanti infortuni e nessuno si permetta di parlare degli errori di Inzaghi: forse il peggior centrocampo della Serie A facilmente scherzato dalla Juventus in meno di un’ora nasconde problemi ben più seri. E mentre il Milan sprofonda sempre di più Galliani non fa altro che riaprire vecchie questioni circa la gestione televisiva e il marchio Infront. Già, perché nonostante il nostro a.d. perda ogni briciola di dignità rimasta appellandosi al gol di Tevez, in ballo qui, cari signori, c’è sin troppo poco che riguardi il match. Di prospettive, ma di quelle economiche, il nostro Galliani è anche maestro. Chi ha capito bene questa situazione sa che il grottesco è stato toccato non per le proteste relative a sabato sera, ma per un caos societario che ormai dura da ben più di un anno, e che ha radici molto profonde, come abbiamo già detto in passato (https://tempirossoneri.com/colpa-inzaghi-viaggio-centro-crisi-profonda/).


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