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I top e i flop del Mondiale 2014

La Germania campione: non potevamo cominciare la nostra rassegna del meglio e del peggio del mondiale senza parlare dei campioni tedeschi. Un titolo più che meritato per una squadra davvero forte, sempre nei top delle nostre classifiche. Il 7 a 1 ai padroni di casa brasiliani, poi, è qualcosa che il popolo tedesco probabilmente ricorderà per sempre… Una citazione per Klose, bomber assoluto nella storia dei mondiali.

L’Olanda di Robben: bellissima figura dell’Olanda che conclude con un terzo posto che sta anche stretto agli orange. Solo ai rigori si arrende ad un’impalpabile Argentina, mentre stravince la finalina con il Brasile. Dopo il secondo posto di quattro anni fa continua il lavoro di questa ottima squadra, mix perfetto tra campioni assoluti del calibro di Robben e Sneijder e giovani promesse, coordinati in modo perfetto da un vincente di nome Van Gaal. 

La Colombia di James Rodriguez: un’altra squadra che ha fatto la storia del proprio Paese. Mai la Colombia era arrivata ai quarti del mondiale, e quest’anno è riuscita nell’impresa grazie alla squadra più forte di sempre. Rodriguez porta a casa il titolo di capocannoniere, aiutato da una squadra veramente formidabile, che prima del torneo ha perso Falcao. Il coronamento di tante battaglie per il capitano Mario Yepes, in forma davvero strepitosa.

Il Belgio di Wilmots: ai nastri di partenza era data come una “sorpresa annunciata” al pari della Colombia, e così è stato. I rossi di Wilmots devono arrendersi solo dinanzi ad un tiro di Higuain e null’altro, dopo aver disputato un mondiale da 8. Una squadra giovane, forte, che siamo sicuri farà vedere il suo reale valore tra due anni agli Europei in Francia. Intanto un onorevole quarto di finale e una immeritata eliminazione.

La sorpresa Costa Rica: ecco la vera sorpresa, una di quelle squadre che nemmeno ti ricordi giochino il mondiale, e poi te le ritrovi ai quarti di finale, tra le migliori otto al mondo. La favola dei centro americani comincia proprio con il girone degli azzurri, dove riescono a battere Uruguay e Italia e pareggiare con l’Inghilterra. Eliminata la Grecia agli ottavi, devono arrendersi all’Olanda, ma solo ai rigori: siamo sicuri che questi ragazzi sono già degli autentici eroi in patria, dove nessuno li dimenticherà mai.

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Il Brasile, un disastro totale: sembra molto strano attribuire il più grande flop della storia ad una squadra che arriva in semifinale, eppure il Brasile è riuscito nell’impresa. Sette gol subiti con la Germania e altri tre nella finalina con l’Olanda, cinque gol subiti solo nella prima mezz’ora, la sconfitta più larga di sempre per il Brasile e la sconfitta più larga di sempre per una squadra ospitante. Bastano questi numeri per far capire che la “tragedia” del Maracanazo è ormai acqua passata…

L’Italia di Super Mario: una delle delusioni più grandi di tutto il torneo. Il successo iniziale con l’Inghilterra forse ci aveva illuso, ma presto abbiamo aperto gli occhi per vedere la realtà: una pochezza tecnica disarmante, mancanza assoluta di carattere e di mentalità vincente. Sotto accusa un po’ tutti: dai giocatori, a mister Prandelli, ad una mancanza di programmazione e di una federazione valida.

La Spagna campione in carica: alzi la mano chi ha pronosticato una figuraccia così grande per la Spagna che fino a ieri sembrava un’armata indistruttibile. Cinque gol subiti dall’Olanda e altri due dal Cile, eliminazione con una giornata di anticipo e tanti fischi per gli interpreti di un ciclo ormai giunto al termine. Qui però c’è una generazione fortissima che cresce e viene valorizzata al massimo a differenza di ciò che accade in Italia. Siamo sicuri che questa debacle sia solo un episodio.

L’Inghilterra di Hodgson: povera Inghilterra, solita figuraccia mondiale, ormai un appuntamento immancabile per gli inglesi. La cosa triste è che nessuno poteva prevedere qualcosa di meglio per questa allegra banda coordinata da Hodgson, che onestamente di più non poteva proprio fare. Il solo Rooney come giocatore di talento è davvero troppo poco e i risultati si sono visti: un solo punto conquistato contro la Costa Rica già qualificata e due sconfitte, per di più una contro un’Italia allo sbando…

Il Portogallo di Ronaldo: anche qui siamo di fronte ad un’eliminazione al primo turno. Cristiano Ronaldo non ha potuto davvero far nulla per salvare i compagni da una precoce eliminazione. Anche qui come nel caso dell’Inghilterra, un solo unico talento (per quanto esso si chiami Ronaldo) non può bastare a salvare la baracca, ed infatti sono arrivati una sconfitta pesante con la Germania, un pareggio con gli Stati Uniti ed una vittoria inutile con il Ghana. A differenza del caso inglese però, la carte in tavola per il passaggio del turno qui c’erano tutte, flop ancora più grave.


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