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Ci scusiamo per il disagio, ma stiamo lavorando per voi

Amichevole di lusso sabato scorso contro il Lione vicecampione di Francia e in procinto di ripartire all’assalto della supremazia del PSG. Squadra giovane e di valore, il Lione, squadra che gioca un calcio piacevole e che esibisce alcuni pezzi pregiati quali il centrale Umtiti, il centrocampista Gonalons e soprattutto il bomber Lacazette (27 reti la scorsa stagione). Dal canto suo, Mastro Sinisa vuole verificare il grado di crescita della squadra sotto l’aspetto della comprensione dei principi di gioco e dell’atteggiamento complessivo.

Sinisa conferma i giovani Calabria e Ely in difesa, riporta Bonaventura nella sua posizione di trequartista lasciando a Suso e Niang il compito di cercare la via della rete. Nel Lione almeno inizialmente Lacazette in panchina.

Lione subito più aggressivo al via. Noi stiamo ordinati e giochiamo il pallone sempre a terra anche se siamo sotto pressione senza buttarlo in avanti. Diego Lopez in tal senso viene spesso sollecitato e scarica sugli esterni.

Grande personalità di Calabria che, senza paura, copre la fascia in avanti e indietro. La supremazia è del Lione che però non si rende molto pericoloso. In avanti Niang si muove molto, mentre Suso largo a destra non lo aiuta in verità e Jack arretra per costruire gioco.

Proprio Niang prima ha una buona occasione ma non colpisce bene di sinistro e poi su bell’assist di Suso lambisce il palo alla sinistra di Lopes.

Un paio di azioni del Lione senza esito. In difesa Ely lotta che sembra un veterano e gioca la palla sempre con grande acume, mentre a sinistra De Sciglio si mostra ancora in imbarazzo.

Per sbloccare la partita, invero equilibrata, ci vuole una punizione inventata dall’arbitro per un intervento regolare di De Jong. Calcia bene Fekir che batte Diego Lopez. Di lì in poi accusiamo il colpo e per una manciata di minuti siamo in soggezione soprattutto emotiva. In questo frangente, Calabria libera di testa da difensore consumato, Alex ribatte in angolo ancora su Fekir, Diego Lopez para un colpo di testa.

Ma piano piano risaliamo e la partita torna in equilibrio. La limitata autonomia mette in evidenza le differenze di automatismi rispetto ad una squadra già “fatta” come il Lione. Alcuni elementi, vedi Bertolacci sonio indietro di preparazione. Però la palla è a terra come chiede Sinisa.

Ancora Calabria si mette in evidenza sulla fascia destra. Sprechiamo la palla del pari su erroraccio della difesa perché Jack anziché tirare vuole servire Niang. Fine primo tempo. Grandi azioni del Lione non se ne sono viste e forse il pari sarebbe stato più giusto. Sino a che abbiamo avuto autonomia, di fiato e di gambe, non abbiamo faticato a restare corti e compatti ed andare a cercare palla molto alti.

Secondo tempo e girandola di cambi. Mastro Sinisa deve far fare fiato a tutti. Mexes, Cerci, Poli, Antonelli da subito. La stanchezza si fa sentire e affiorano un po’ troppi falli, ma nessuno si tira indietro. Cerchiamo in verticale Cerci e Niang per fare spazio a chi si inserisce da dietro, come Poli. Le squadre si allungano, si va da una parte all’altra con prevalenza Lione. Dentro Honda, Mauri, Zaccardo. E’ un’altra squadra. Poi anche Paletta (per Ely) che subito sbroglia una situazione pericolosa. Adesso è proprio amichevole, anche il Mister del Lione ruota i suoi. Sembriamo avere finito la benzina e ci sta che sia così.

Ancora Paletta libera a porta vuota. Entrano anche Donnarumma, Montolivo, Matri. Honda, sino ad allora un po’ in ombra, semina il panico e serve Cerci che viene rimpallato. Sulla ribattuta, Poli arriva a rimorchio e da una ventina di metri la mette in porta. Non male. E neanche il pari è uno scandalo. Ancora Matri, dal fondo, cross e ancora Poli si inserisce e sfiora il palo.

Donnarumma si fa vedere parando su Torisso da lontano. Però il Lione vuole vincere, attacca dalla parte di Zaccardo in evidente disagio, e Lacazette conclude un bello scambio al limite dopo un batti e ribatti e segna. Tentiamo di riportarci sotto ma le gambe non ce la fanno. Il Lione tiene palla con efficacia e Donnarumma salva ancora su Lacazette in uscita e poi ancora su tiro dal limite.

Sinceramente sarebbe stato eccessivo. Si chiude così.

Il commento è preceduto da un dubbio Amletico: meglio vincere 5 a 1 con il Legnano o perdere 2 a 1 con il Lione? La risposta sta nel mezzo, ovviamente. Sarebbe bello vincere sempre, ma specie in questo periodo, soprattutto le sconfitte vanno lette e interpretate, perché le vittorie si interpretano da sole.

Il campionato francese inizia tra 3 settimane, il Lione, arrivato secondo la scorsa stagione, sta lavorando in quell’ottica e l’allenatore ha tenuto un’ora la stessa formazione, quella titolare, in campo.

Il Lione è squadra giovane e con alcuni elementi di alto valore tecnico, che gioca a memoria. Possiede un amalgama superiore che sarebbe emerso anche contro squadre più “squadre” del Milan di Mastro Sinisa. Il Milan del 18 luglio ha mezz’ora-quaranta minuti di autonomia nelle gambe, non di più. Sino a quel punto, la squadra ha tenuto, seppure in una formazione lontana da quella titolare specialmente in attacco. Terminata la benzina era inevitabile la sofferenza ed i cambi della ripresa hanno fatto il resto. Non basta indossare la stessa maglia per essere una squadra. Se prendete la formazione della ripresa, scommetto quello che volete che quegli 11 non hanno mai svolto nemmeno un allenamento insieme. E allora, come pretendere movimenti, coesione, compattezza? Impossibile. Cancellare il secondo tempo, please.

Il Milan sta lavorando per arrivare all’inizio del campionato avendo inserito i giocatori ancora mancanti all’appello ed avendo la rosa nel suo complesso, in una condizione più che buona, ma non ottimale. Si lavora d’estate per raccogliere d’inverno.

Nel frattempo, Mastro Sinisa sta seminando concetti di gioco e la squadra, pur nelle difficoltà lo segue, dobbiamo avere fiducia e non lasciarci andare a isterismi da zitelle acide.

La tournée in Cina, con Luiz Adriano e “el peluca” Bacca al seguito forniranno altre indicazioni.

Nell’attesa del mese di agosto, il mese del difensore centrale e, soprattutto, di Mago Ibrahimovic.

Work in progress, fratelli.


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