Tempi Rossoneri

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Milan Primavera, che stagione è stata

DiJulian S.

Giu 30, 2015

La stagione 2014/2015 della Primavera del Milan si è conclusa dopo un quarto di finale avvincente giocato contro il Torino nella Final Eight Scudetto. Non partiva favorita la nostra Primavera, allenata dal mister Cristian Brocchi, fiore all’occhiello del presidente Berlusconi. I giovani pupilli rossoneri avevano concluso la regular season al secondo posto nel Girone B, alle spalle dell’indomabile corazzata nerazzurra, dimostrando di aver il miglior attacco assoluto nella competizione (76 reti siglate). Proprio l’attacco rossonero risulta essere un punto di forza da valorizzare: la fantasia di Di Molfetta, il dinamismo di Vassallo, e l’estro di Mastour, sono tra le tante scoperte (e conferme) di questa stagione appena conclusa. Ai Quarti di finale il Milan ha incontrato il Torino, secondo a sua volta nel Girone A: un match da cardiopalma per tutti i tifosi della “cantera” rossonera. I ragazzi di Brocchi hanno tirato fuori la grinta, hanno lottato su ogni pallone, con coraggio ed audacia da veri leoni, ma non sono bastati per poter andare avanti, il terno al lotto dei rigori ci hanno condannato 7-6. La partita con il Torino ha lasciato sì l’amaro in bocca un po’ a tutti, ma ha fatto capire che il Milan c’è, che il settore giovanile rossonero può dare tante soddisfazioni, che il Modello Milan parte da qui, da questi ragazzi. Questa Primavera ci ha fatto divertire, ci ha fatto rimanere con il cuore in gola non poche volte nel corso di questo anno, ci ha fatto disperare, ma è riuscita a darci quelle emozioni che la prima squadra (ahimè) non ha potuto, per tutta una serie di motivi che conosciamo. Tra i giovani protagonisti rossoneri da segnalare troviamo: Masta e Mike, protagonisti di un ultimo spezzone di stagione davvero entusiasmante e da brividi, Piccinocchi, Rondanini, Calabria, Di Molfetta, Fabbro e altri ancora, ragazzi d’oro che a malincuore, forse, non troveremo più a Vismara al prossimo ritiro. Una squadra che ha colpito, che ha saputo con sudore, sacrificio, costruire uno schema di gioco vincente, nuovo e innovativo. I valori, le doti, i pregi e le qualità di questi ragazzi, prima che giocatori, sono state uniche, ma bisogna dare merito anche a Brocchi, tecnico umile, dalle poche parole, sempre disposto a confrontarsi con i giornalisti, con gli opinionisti e prima di tutto con i suoi ragazzi. E’ stata una stagione che ha lasciato qualche rimorso a tutti, soprattutto per il finale, ma anche tanti momenti indimenticabili come la vittoria per 2-1 contro il Real Madrid nel Trofeo Internazionale Hamadan Bin Mohammed di Dubai. La consapevolezza di poter raggiungere obbiettivi importanti in futuro, è percepibile agli occhi di tutti, e il sogno di tutti noi tifosi rossoneri è di poter ritrovare qualcuno di loro in prima squadra tra qualche anno.


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