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Mondiali 2014: i top e i flop dei quarti di finale

La scelta coraggiosa di Van Gaal: nella vita alcune volte tocca fare scelte del genere, scelte per cui diventerai o un genio o un perfetto idiota. Il ct orange si è trovato di fronte questo bivio e alla fine ha avuto ragione lui. Inserire un portiere al 120’ non è cosa da tutti, ma Krul alla fine para due rigori e porta i compagni in semifinale: il confine tra geni e idioti abbiamo visto che è molto labile…

La corazzata tedesca: senza proporre un calcio pazzesco, ma con la classica “efficienza teutonica”, i tedeschi approdano meritatamente alle semifinali, e scommettiamo che daranno filo da torcere ai padroni di casa. Un grande collettivo in cui si inserisce la classe di Muller fanno della Germania un’autentica corazzata difficilissima da battere.

I talenti argentini: Wilmots alla fine l’aveva detto: “noi siamo una squadra, loro hanno 3-4 fuoriclasse”. In effetti il ct del Belgio non è andato lontanissimo dalla realtà: l’Argentina finora non ha proposto un bel calcio, ma le partite (soprattutto quelle ad eliminazione diretta) vengono decise anche dalle giocate dei campioni. Messi, Higuain, Lavezzi e Di Maria pensiamo costituiscano un ottimo punto di forza in vista delle ultime partite.

I tifosi di Belgio e Colombia: quando essere eliminati ai quarti non significa affatto fallimento, ma un grande risultato. I tifosi delle due nazionali rivelazioni hanno accolto i loro beniamini come eroi, festeggiandoli come avessero davvero vinto il torneo. La vera essenza dello sport: sapere che i tuoi uomini hanno dato tutto per vincere e acclamarli solo per questo. In Italia sarebbe successa la stessa cosa?

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La federcalcio brasiliana: presentare ricorso per la squalifica di Thiago Silva probabilmente è il flop più clamoroso di tutta la competizione. Alla base del ricorso il fatto che, secondo i brasiliani, le immagini dimostrerebbero l’involontarietà del fallo di ostruzione (aveva impedito il rinvio al portiere), che quindi non avrebbe dovuto essere punito con il giallo. Un’arrogante iniziativa che ha irritato la Fifa stessa, anche per le pochissime possibilità di essere accolta.  

Il caso Neymar: continuiamo a parlare di Brasile spostandoci sull’altro assente di lusso alla semifinale. Neymar è stato vittima di un brutto fallo di Zuniga che gli ha costato la frattura di una vertebra e di conseguenza le ultime partite del torneo. Questo però non autorizza certo il Paese intero a parlare di Zuniga come un mostro feroce che voleva solo far male. Il fallo di certo era grave, ma si dica ai brasiliani che anche questo fa parte del gioco.

I limiti francesi: la bella Francia vista sinora si è sciolta come neve ai quarti contro una squadra certamente più forte e preparata. Deschamp viene tradito dalla pessima giornata dei centrocampisti (Pogba su tutti) e dalla squadra in generale, che nonostante la buona prova non sembrava pronta per un palcoscenico del genere.

I talenti di Belgio e Colombia: Sanchez e Hazard dovevano fare la differenza, invece tradiscono sul più bello. Il colombiano non marca Thiago Silva sul primo gol e disputa una partita insufficiente. Il talento del Chelsea invece disputa un mondiale al di sotto delle aspettative, non fa eccezione la partita dei quarti e va a casa con una sufficienza stiracchiata, guadagnata solo con lo stupendo assist nel gol alla Russia. 


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