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Mondiali 2014: i top e i flop delle semifinali

Il violento tifone tedesco: molti si aspettavano una vittoria dei favoriti tedeschi contro i padroni di casa verdeoro, ma nessuno si sarebbe aspettata la più grande umiliazione nella storia del calcio brasiliano. 7 gol, 5 in mezz’ora, record su record in una semifinale mondiale, che in brevissimo tempo si è trasformata in una partitella d’allenamento: un violento tifone si è abbattuto martedì sul Brasile, un tifone tedesco.

Klose, bomber mondiale: nella grande festa tedesca un nome su tutti non potevamo non farlo: Miroslav Klose, che raggiunge 16 gol mondiali staccando Ronaldo fermo a 15. E ancora non è finita, c’è tutta una finale da giocare. Numeri impressionanti se ricordiamo anche i 71 gol in 136 presenze con la maglia teutonica. In più con la partita contro il Brasile il bomber raggiunge Paolo Maldini al secondo posto nella classifica di presenze ai Mondiali (23).

Romero, il salva-Argentina: se la prima semifinale rimarrà per sempre nella storia, quella tra Olanda e Argentina invece non si ricorderà tanto facilmente. Uno 0 a 0 scialbo, con poche occasioni da gol, che manda le due formazioni ai rigori. Qui la parte del leone la strappa il portiere Romero che para due rigori e porta i compagni in finale. Dopo aver vissuto stagioni tra alti e bassi con la maglia della Sampdoria (anche in B), approda al Monaco, dove va ancora peggio: solo 3 presenze e tante panchine mal digerite. È arrivato grazie a Sabella il momento del riscatto, e pensiamo che il futuro per Romero non sarà ancora così scuro…

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Il disastro brasiliano: non poteva mancare all’appuntamento con i flop di questo turno il Brasile. Il Brasile che si sbriciola in venti minuti contro il tifone tedesco (vedi sopra), ma anche il Brasile arrogante, presuntuoso, che già prima della manifestazione sentiva la coppa in tasca. Il Brasile che si permette di contestare la squalifica di Thiago Silva (giustissima quanto eclatante) provocando anche l’irritazione della Fifa stessa. Il Brasile che massacra mediaticamente Zuniga per il fallo (cattivo, certo) su Neymar, come se il colombiano fosse uno spietato assassino e il giovane brasiliano fosse un Dio in terra, l’unico che potesse salvare una nazione. Tutto questo, e non solo i 7 gol, rappresenta il disastro brasiliano.

Un’Olanda smarrita: molti sanno che l’Olanda nella sua storia è riuscita a disputare una semifinale mondiale per ben quattro volte, accedendo poi alla finale in tre occasioni: tutte rigorosamente perse. Ecco, anche quest’anno l’Olanda si scioglie come neve al sole sul più bello, dimostrandosi per l’ennesima volta una perdente di successo. Proprio in semifinale gli orange smarriscono quel bel gioco che li aveva caratterizzati, forse perché smarriscono d’improvviso e senza spiegazioni le stelle Robben e Sneijder (che sbaglia anche un rigore). Sarà per la prossima volta. Forse.

Il gioco argentino: a completare una semifinale bruttissima ci pensa l’Argentina, che a differenza dell’Olanda, si mantiene costante per tutto il torneo. Un gioco lento, che mai fa presagire qualcosa di buono, come fosse costantemente improvvisato: come a dire, date la palla a Messi poi ci pensa lui (o il palo di Dzemaili, o i rigori) a portarci avanti. Per ora è andata sempre bene; chissà se però esiste davvero un Dio del calcio…


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