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Posts tagged as “Rivera”

Spal – Milan 2-4, era il 31 maggio del 1964

Campionato 1963-64. Era il Milan del presidente Felice Riva, Giuseppe Viani ricopriva la carica di direttore tecnico, in campo Rivera illuminava la scena. L’allenatore era l’argentino Luis Antonio Carniglia, a cui, i primi giorni di marzo, subentrò Nils Liedholm, che aiutò il Diavolo a concludere il torneo in crescendo. Proprio agli sgoccioli di quel campionato, all’ultima giornata, la 34ma, il Milan giocò a Ferrara con la Spal. Finì 4-2 per i rossoneri: le marcature furono aperte e chiuse dal rossonero Paolo “Ciapina” Ferrario. Nel mezzo il gol di Altafini, l’autogol di un giocatore della Spal e le reti di Matassini e Novelli per i ferraresi (fra i quali c’era un…

Messico e nuvole: Rivera e la partita del secolo

Giugno 1970: fa caldo, perché negli anni ’70 in Italia a giugno faceva caldo, non ti potevi sbagliare. Le scuole si erano chiuse da poco e nell’aria c’era il profumo dell’estate che stava arrivando. A giugno del 1970 l’evento che calamitava le attenzioni dell’Itaglia calcistica erano i Mondiali in Messico. Messico e nuvole, come una canzone di Enzo Jannacci, mai dimenticato grande tifoso rossonero. Per la prima volta si gioca in altura a quote mai provate prima: Città del Messico 2.420 metri sul livello del mare, Guadalajara 1.561, Toluca, 2.660. Rarefazione dell’aria e mancanza di ossigeno, sono termini di moda in quel periodo. Noi andiamo in Messico freschi del titolo…

Una vita da mediano: Giovanni Lodetti

Il calcio è fatto di uomini, prima che di giocatori. Il fattore emotivo, psicologico, umano in senso lato è fondamentale. Non basta indossare la stessa maglia per essere una squadra. Una squadra è fatta di conoscenza reciproca, sostegno, amicizia, affiatamento, accettazione, senza gelosie, del proprio ruolo nel contesto globale. In una squadra ci sono quelli bravi, quelli bravissimi, ci sono i campioni ed anche quelli meno forti. E i primi a sapere le differenze e a riconoscerle sono i giocatori stessi, fidatevi. Ma in una squadra, per essere tale, c’è bisogno del contributo di tutti, anche degli ultimi. Dopo avervi parlato diffusamente del grande Gianni Rivera, oggi, per chi non…

Gianni Rivera, un’emozione per sempre

Sono diventato tifoso del Milan dopo aver visto giocare Gianni Rivera. Nato a Valle San Bartolomeo, Alessandria, il 18 agosto del 1943, figlio di un ferroviere e di una casalinga, esordisce in serie A all’età di 17 anni, un predestinato. Gianni Rivera cresce nell’Italia del dopoguerra e del boom economico, con le spalle strette e le cosce che ancora non conoscono palestra e anabolizzanti. Classe abbinata ad eleganza, cervello sopraffino, testa sempre alta, Rivera dava del tu al pallone che lo ringraziava con un vossìa. Tuttora da alcuni viene indicato come il più grande calciatore Italiano del dopoguerra. In campo sfoderava un’intelligenza fuori dal comune, sapeva dove piazzare il pallone…

Tagliavento non era neanche nato… ma gli scandali già c’erano

Forse non tutti sanno che il nostro Gianni Rivera fu il primo a mettere sotto accusa il mondo arbitrale ; nel corso della sua carriera, inoltre, non ebbe mai paura di sollevare polemiche nei confronti di stampa e Federazione. Campionato 1971-1972, il Milan si gioca lo scudetto contro la Juventus e il Torino di Gustavo Giagnoni. Sono tutte lì, punto a punto. E’ il 12 marzo 1972, all’86’ di Cagliari-Milan, il rossonero Anquilletti intercetta al limite dell’area con un braccio un tentativo di pallonetto di Riva; l’arbitro Michelotti giudica l’intervento volontario e concesse ai sardi un calcio di rigore che fissò il risultato sul 2-1. Dopo la partita Rivera attacca energicamente la classe arbitrale, contestando…

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