D.S. Milan: non è più tempo di suggestioni

Venerdì 7 Giugno con ogni probabilità sarà ufficializzato Paolo Maldini nel “nuovo” ruolo di Direttore Tecnico dell’A.C. Milan. In contemporanea la società potrebbe rendere noto lo staff che lo supporterà nelle scelte (per lo più di mercato), così come il Direttore Sportivo che prenderà il posto del dimissionario Leonardo. Soltanto a quel punto sarà lecito attendere l’annuncio del nuovo allenatore, che con ogni probabilità sarà Marco Giampaolo, attualmente alla Sampdoria.

A oggi i nomi di cui si discute sono molteplici e variegati. I “sogni” restano Tare (Lazio) e Sartori (Atalanta), la cui permanenza nei rispettivi club di appartenenza non appare tuttavia in discussione. Ecco allora manifestarsi “suggestioni” e uomini di ritorno quali per esempio Zvonimir Boban, attuale vicesegretario Fifa, Manuel Rui Costa, d.s. del Benfica, e persino Giovanni Galli, ex direttore tecnico della Lucchese e commentatore tv. Tutte figure di alto livello, strettamente legate ai periodi d’oro del Milan berlusconiano. Ma non per questo automaticamente adatti e in grado di ricoprire un ruolo dirigenziale di primo piano in una società che sino a 10 anni fa era tra le prime 5 d’Europa e che tra le prime 5 aspira a tornare al più presto, sebbene le sanzioni e i paletti imposti dal Financial Fair Play rendano questo obiettivo difficilmente raggiungibile in tempi brevi.

Pertanto, nostalgia e suggestioni a parte, sarebbe necessario essere realisti e concreti: affiancare al neofita Maldini (nel ruolo) una persona d’esperienza e di comprovata capacità. Un professionista che grazie alle proprie conoscenze e ai propri contatti personali sappia sin da subito districarsi nel complesso mercato acquisti/cessioni, ottimizzando le “poche” risorse a disposizione e massimizzando le vendite (in plusvalenza) che il Milan sarà costretto a fare, al fin di abbassare (massicciamente) il monte ingaggi. Senza sentirsi in dovere (chissà poi perché…) obbligati a ingaggiare un ex calciatore rossonero ci si potrebbe più intelligentemente orientare su un professionista che nella propria carriera abbia mostrato di saper operare egregiamente anche laddove le condizioni economiche della società lo rendevano particolarmente difficile. Pierpaolo Marino, ex Napoli e Udinese, Sergio Lo Monaco, ex Palermo, e Riccardo Bigon del Bologna sono soltanto alcune delle figure che sarebbero particolarmente idonee a ricoprire il ruolo del d.s. in un club dal glorioso passato e dal tribolato presente.

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