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Gattuso, occhio alla trappola dell’esordio apparentemente facile

Chi non vorrebbe esordire da allenatore contro l’ultima in classifica che dopo 14 giornate si ritrova ancora con 0 punti? La risposta sarebbe immediata con un corale “tutti”. Se non fosse che proprio perché si trova ancora senza punti, le possibilità di un risultato utile, siano sempre più alte, anche per questioni meramente statistiche. Inoltre, non dimentichiamo che “Ringhio” Gattuso è all’esordio in Serie A, con il suo Milan. Una squadra ancora parzialmente incredula nel vedere esonerato il proprio allenatore Vincenzo Montella all’indomani dell’ennesimo risultato negativo col Torino. Quei 236 milioni pesano ogni giorno di più progressivamente su tutto il Mondo Milan: a iniziare da giocatori e dirigenti, fino all’ultimo dei magazzinieri.

I rossoneri non vincono dalla 12esima giornata e che da 4 partite non segnano nel proprio stadio. Numeri davvero impietosi dopo le follie estive. Il settimo allenatore in 4 anni è pronto a spiccare il volo o a schiantarsi definitivamente verso un fallimento non certo auspicato. Per tutti questi motivi, la sfida di Benevento, risulta essere un falso amico. Non c’è traccia di precedenti, in campionato, fra i campani e i rossoneri. E se uno dei grandi problemi della squadra di Montella era da rintracciare nell’attacco poco prolifico, per Kalinic e compagni l’occasione sarà ghiotta (o almeno si spera). Perché avranno di fronte la peggior difesa della Serie A con ben 34 gol subiti fino ad oggi (18 fra le mura amiche e 16 in trasferta).

Insomma, per il neo mister Gattuso una prima panchina davvero particolare: sulla carta la più abbordabile possibile, ma in caso di inciampo il tonfo sarebbe addirittura imbarazzante.

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