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Milan: il Mega Pagellone del 2014

LA DIFESA

Abate 6,5: Un buon 2014 per Ignazio. La convivenza con Seedorf non è stata affatto facile: tante panchine per lui che era ormai ad un passo dall’addio. L’avvento di Inzaghi ha cambiato le carte in tavola, ed ora (a parte l’infortunio che l’ha tenuto fuori nelle ultime gare dell’anno) è uno dei protagonisti della squadra.

Abbiati 6: Non è più un fulmine di guerra, ma quando chiamato in causa ha commesso tutto sommato pochi errori. Quest’anno gli è toccato di fare il vice di Diego Lopez, ma complice l’infortunio dello spagnolo ha già messo in cascina sette presenze in campionato. Un paio di prestazioni orribili, poi tutte sufficienze.

Agazzi e Albertazzi s.v.: Neanche una presenza, nel pagellone non possiamo che valutarli con s.v.

Alex 7: Scommessa senza dubbio vinta quella del brasiliano. Arrivato a parametro zero a 32 anni, nessuno pensava potesse divenire in breve tempo il leader della retroguardia milanista. Fondamentale nello scacchiere di Inzaghi.

Amelia 5,5: Chiamato in causa poche volte da Seedorf non ne combina di terribili, ma non mostra grande sicurezza, forse anche perché sa benissimo di essere un eterno rincalzo.

Armero 5: Scende in campo una manciata di minuti alla prima con la Lazio, poi trova continuità dopo l’infortunio di De Sciglio. Termina l’anno con una bella espulsione all’Olimpico. Il ragazzo corre e lotta per tutta la partita, ma le lacune tecniche sono evidenti.

Bonera 6: Uno dei senatori, con l’infinita missione di essere un jolly tappabuchi. Non è uno dei più forti visti in rossonero, ma con tanta esperienza e un po’ di furbizia riesce a cavarsela in ogni situazione. A causa dell’infortunio di Abate riesce a collezionare una prestazione dietro l’altra.

Constant 4,5: Abbiamo dovuto sopportare la sua presenza per due anni, più che un punto debole una falla tremenda sulla fascia sinistra. Fortuna sia finito l’incubo.

De Sciglio 5: Un anno orribile per Mattia, in cui gioca poco e male. Prima una serie di infortuni, poi a quanto pare un rapporto non idilliaco con Seedorf. Infine con Inzaghi riesce a trovare continuità sulla fascia sinistra, ma le prestazioni non sono sufficienti. Termina l’anno con un altro infortunio.

Diego Lopez 6,5: Tanti elogi per il portiere spagnolo venuto a Milano per raccogliere l’eredità lasciata da Abbiati. Qualche errore lo combina anche lui ma il suo pregio è quello di infondere sicurezza a tutta la difesa. Non ci fosse stata la papera clamorosa di Parma, il voto sarebbe stato più alto.

Emanuelson 4,5: Forse anche la Roma starà rimpiangendo il suo acquisto. A Milano riesce nella grande impresa di farsi soffiare il posto da Constant. Certo non siamo stati sull’orlo del suicidio quando abbiamo saputo del suo addio.

Gabriel s.v.: Un talento ancora da scoprire. Ingiudicabile.

Mexes 6: Un anno dai due volti. La prima parte con Seedorf da buttar via. Rimarranno negli annali le critiche e gli insulti per averlo visto con la fascia di capitano a Napoli. Con Inzaghi parte da separato in casa e a poco a poco conquista la fiducia del tecnico terminando l’anno con una serie di ottime prestazioni: la vera sorpresa di questo fine anno. E si parla già di rinnovo.

Rami 7: Dopo Alex, è lui il vero leader della difesa. Un combattente nato che ha mostrato più di una volta anche grande attaccamento alla maglia. Raramente commette errori e dove non ci arriva con la tecnica ci arriva col fisico. Nell’ultimo derby quasi commovente la sua prova da terzino, un ruolo in cui non aveva mai giocato.

Silvestre s.v.: Un fantasma che si è aggirato per qualche tempo dalle parti di Milanello. Non può ricevere un voto numerico in questo pagellone.

Zaccardo s.v.: In estate è balzato agli onori della cronaca solo per il famoso caso Biabany. Per il resto tanta panchina e tantissima tribuna.

Zapata 5,5: Sia con Seedorf che con Inzaghi gioca poco. Dura fornire ottime prestazioni senza continuità. Ricordiamo però la sua bella partita dell’Olimpico contro avversari non certo sprovveduti.

IL CENTROCAMPO

Birsa 5.5 Lo sloveno ha stupito tutti con un paio di grandi partite, alle quali non ha saputo dare seguito, anche perchè la fiducia riposta in lui non è stata mai tanta. Piedi buoni che avrebbero potuto avere una carriera diversa.

Bonaventura 7 Senza dubbio il centrocampista più positivo dell’anno è arrivato in rossonero all’ultimo minuto e quasi per caso. In campo ha dimostrato sicurezza, classe, piedi raffinati e capacità di andare in gol. Cosa chiedergli di più? Nulla.

Cristante 6 Uno dei pochi rimpianti della stagione sta proprio nella sua cessione. Liberarsi di un giovane talento che era stato capace anche di andare in gol è davvero una mossa suicida e che denota l’assenza totale di un progetto. Siamo sicuri che Cristante farà strada e siamo sicuri che non sarà nel Milan.

De Jong 7 Il leone del centrocampo è stato per molti mesi il leader incontrastato del reparto e l’unico degno di questa maglia, ora attraversa una fase un pò in calando, ma ci può stare. A lui dobbiamo la gioia della vittoria nel derby e di lui apprezziamo l’invincibile spirito da guerriero.

Essien 5 All’inizio sembrava ci fosse toccata una delle dieci piaghe d’Egitto. Poi, molto lentamente, come il suo passo in campo, si sono visti piccoli progressi, comunque insufficienti per giocare in una squadra come il Milan. E infatti a lui è toccata tanta panchina.

Montolivo 6 Prima e dopo l’infortunio, alterna ottime partite ad altre piuttosto incolori. Deve trovare continuità, per il resto i suoi piedi e la sua testa non sono in discussione.

Muntari 4.5 Malgrado ogni tanto ci scappi qualche gol, di cui ha tutti i meriti, siamo stanchi di vedere in campo questo macellaio. Le ottime prestazioni sono troppo poche e le brutte davvero tante.

Nocerino 5 Che non fosse più quello di una volta è stato chiaro fin da subito, per questo la sua cessione ci è parsa sacrosanta.

Poli 6 Più quantità che qualità per un giocatore che è ancora nell’orbita della nazionale, ma dal quale è anche lecito aspettarsi qualcosina di più. E qualche gol sbagliato in meno.

Saponara 5 Di eterne promesse ne abbiamo viste tante nel corso di questi lustri e a questo punto per lui è meglio andare a cercare spiagge meno affollate, dove poter esprimere le sue qualità, se davvero ci sono. Nel Milan le abbiamo viste molto raramente.

Taarabt 7 L’unico bagliore di luce nel buio della scorsa stagione, il marocchino ha conquistato tutti con i suoi dribbling irresistibili, la sua imprevedibilità e i suoi gol. Alla fine dello scorso campionato è tornato in Inghilterra lasciando molti rimpianti. Grazie di tutto, Adel!

Van Ginkel 5.5 Forse sarebbe meglio dire che non è giudicabile, perchè ha giocato effettivamente molto poco sia per scelte tecniche sia per problemi fisici. Il suo esordio non è stato neanche male: l’olandese sembra avere delle qualità, ma dà l’impressione di non essere del tutto maturo per una piazza come questa. Da rivedere, sempre se rimarrà a Milanello.

L’ATTACCO

Menez 7,5: Galliani è stato più volte criticato per essere ricorso spesso a parametri zero. Il francese invece è stato un colpo azzeccatissimo, è l’uomo in più del Milan, uno dei pochi che può cambiare una partita. Con 8 reti ha già superato il suo record personale di marcature in una stagione e restano ancora molti mesi per incrementare…

Torres 4: Un grande flop, e purtroppo anche annunciato. Sempre fuori dagli schemi della squadra nelle ultime gare non ha neanche più giocato. Lo ricordiamo solo per l’unico gol ad Empoli, ma forse tra qualche mese dimenticheremo anche quello. A gennaio farà ritorno all’Atletico Madrid dove è esploso anni fa. In bocca al lupo!

Honda 6: Orribili i primi mesi, dovuti anche ad un ambiente ed una preparazione fisica completamente diversi rispetto al passato. Quest’anno ha iniziato alla grande mettendo a segno sei reti, poi ha accusato una brusca flessione nell’ultimo periodo. Rimane comunque fondamentale nello scacchiere di Inzaghi, soprattutto per il suo lavoro in copertura.

Pazzini 5: Con grande rammarico siamo costretti a dargli un’insufficienza, più che altro per il suo scarso utilizzo, sia con Seedorf  che con Inzaghi. In quei pochi scampoli giocati però ha messo in mostra tutta la sua grinta e la sua voglia di fare gol. Speriamo che il 2015 sia per lui migliore.

Niang s.v.: Spesso ci dimentichiamo che abbiamo anche lui in rosa, chissà che a gennaio non vada a giocare in prestito da qualche parte. Gioca solo una manciata di minuti al Marassi contro il Genoa.

El Shaarawy 5,5: Davvero brutta l’annata del Faraone condita da infortuni e brutte prestazioni. Inzaghi gli sta dando davvero tanta fiducia, speriamo riesca a sbloccarsi e a far vedere finalmente le sue vere doti di campione.

Robinho 4: Per fortuna in estate siamo riusciti a mandarlo via, seppure in prestito. Speriamo di non rivederlo più dalle parti di Milanello.

Balotelli 6: Checché se ne dica, è pur sempre lui il cannoniere del Milan nell’anno solare. Purtroppo ha fatto (e probabilmente farà) parlare di sé più per vicende extracalcistiche che per il suo talento. Uno come lui non poteva durare a lungo dalle nostre parti.

Petagna s.v.: Si è distinto soprattutto per il Viareggio vinto con i ragazzi della Primavera. Con la prima squadra solo qualche comparsa in panchina. Gli auguriamo una buona carriera!

Kakà 8:  Un bell’otto alla carriera per Ricky che nell’ultimo periodo non poteva certo esprimersi ai livelli di un tempo. Encomiabile per impegno, torna per superare la soglia dei cento gol in rossonero e a giugno saluta i tifosi, ma è solo un arrivederci. Campioni come lui rimangono sempre vivi nel nostro cuore.

LA SOCIETA’

Adriano Galliani 6.5 Da amare o da odiare. Noi non lo amiamo, ma come non riconoscere alcuni suoi colpi recenti, come il freschissimo prestito di Alessio Cerci dall’Atletico? Anche tanti errori, ai quali da diversi anni siamo tristemente abituati. Ma il bilancio del suo operato, relativamente agli ultimi mesi, ha il segno positivo.

Barbara Berlusconi 7 Miss Revolution tiene premuto forte il piede sull’acceleratore, anche a rischio di andare violentemente a sbattere da qualche parte, ma tanto è l’entusiasmo e la voglia di innovare che un eventuale crash sarebbe per lei solo un dettaglio, una strategia di marketing sbagliata… L’accordo con Fly Emirates è stato il suo capolavoro e nei mesi che verranno c’è anche lo stadio in ballo. E’ giovane, le diamo fiducia, almeno finchè non combinerà disastri acclarati.

Filippo Inzaghi 6 Se non fosse riuscito a battere il Napoli, una montagna di dubbi penderebbero ancora sulla sua testa come una spada di Damocle. Invece è riuscito a compiere l’impresa e ora tutti sono felici. Eppure, ogni tanto, il crollo inaspettato si verifica, vedi la partita con il Genoa. Deve dare continuità alle ultime buone partite e gennaio sarà decisivo per valutare meglio tutto il suo operato.

Clarence Seedorf 6.5 A volte lo immaginiamo chissà su quale spiaggia a godersi queste lunghissime vacanze. La sua breve esperienza da tecnico rossonero è stata positiva, ha rilevato una squadra disastrata e l’ha portata a concludere decentemente il campionato. Non tutti ci sarebbero riusciti, per questo merita una sufficienza abbondante nel pagellone di fine anno.

Silvio Berlusconi 5 Lo ricordiamo solo per i consueti propositi di ricostruire un Milan vincente, per i soliti auspici (a suo dire la qualificazione in Champions League è un traguardo alla portata) e per i voti che ha voluto dare ad Halloween: 8 al tecnico e 7 alla squadra… Le novità, nel Milan, sono ormai merce esclusiva di Barbara.

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