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Milan, 5 motivi per sorridere e 5 per piangere in questo inizio stagione

DiMirko

Ott 7, 2014

Le prime sei giornate di campionato sono andate, analizziamo gli aspetti positivi e negativi di questo inizio stagione.

Il gruppo: nonostante l’evidente mancanza di qualità (soprattutto a centrocampo) e i numerosi punti deboli (soprattutto in difesa) questo gruppo sembra veramente unito e compatto a differenza delle ultime disastrose stagioni. La squadra pare remare tutta dalla stessa parte sotto gli ordini di mister Inzaghi che ha innegabilmente riportato entusiasmo e compattezza.

La rinascita di Honda: se la fase offensiva gode di un periodo più che florido (miglior attacco del campionato con 13 reti in sei partite) lo si deve anche e soprattutto al giapponese, ora più che mai uno dei punti fermi della squadra. Da oggetto misterioso acquistato solo per motivi di marketing, a pedina imprescindibile nello scacchiere di Inzaghi.

Il colpo Menez: probabilmente per quanto riguarda il rapporto qualità – prezzo pagato il miglior acquisto del campionato italiano. Un vero campione in grado di fare la differenza in qualsiasi momento della gara, l’elemento di maggior qualità della rosa che in poco tempo è diventato praticamente insostituibile. Tutto ciò a parametro zero.

La sorpresa Bonaventura: forse una sorpresa in tutto e per tutto non lo è, dal momento che abbiamo potuto apprezzare le sue qualità anche nell’Atalanta, ma non potevamo certo prevedere che riuscisse ad inserirsi in modo così facile e rapido nella squadra rossonera, soprattutto in momento storico così delicato per il Milan in cui la mediocrità generale rischia di appiattire tutti i potenziali campioni.

I nostri fantastici tifosi: tra le note liete una menzione speciale va fatta a tutti i tifosi rossoneri. È sotto gli occhi di tutti la spaventosa involuzione che ha subito il Milan negli ultimi anni, eppure a parte qualche inevitabile contestazione (ricordiamolo, sempre civile e rispettosa di tutti) la Sud è sempre lì a sostenere i ragazzi, pur tristemente consapevole che già un terzo posto avrà il sapore del miracolo…

* * *

Un centrocampo mediocre: se la campagna acquisti ha portato in dote alla squadra campioni del calibro di Menez, allo stesso tempo ci si è gravemente “dimenticati” del centrocampo, povero numericamente e qualitativamente. Manca un vero e proprio sostituto di Montolivo, un regista che riesca a dettare i ritmi ed impostare l’azione, cosa che per ora è lasciata in mano a De Jong, un vero guerriero ma che non ha nel suo bagaglio tali capacità.

Una difesa colabrodo: a fronte del miglior attacco del campionato c’è da registrare una delle peggiori difese. Solo sabato in casa col Chievo siamo riusciti a non subire gol e l’impressione è che sia veramente facile per gli avversari bucare la difesa rossonera, spesso disattenta soprattutto sui calci piazzati. Rami e Alex sembrano i centrali più affidabili in questo scorcio di stagione, ma come sono spaventosamente lontani i tempi di Thiago Silva…

Il pessimo inizio di De Sciglio ed El Shaarawy: siamo sicuri che due campioni del loro calibro presto torneranno ai loro livelli, ma per ora mancano tantissimo alla squadra. In particolare il terzino sembra aver smarrito la sua consueta personalità e la sua sicurezza, forse anche a causa della passata stagione vissuta tutta tra infortuni e scelte del mister. Il Faraone dopo un grande esordio con la Lazio ha dovuto lasciar spazio ai suoi compagni complice anche un infortunio che ne ha minato la forma fisica. Sarà dura per lui riconquistare un posto dato lo splendido momento dei suoi compagni di reparto.

Il neo acquisto Torres: di certo il meglio che Galliani potesse ottenere in estate in quel ruolo data la poca disponibilità economica. Lo spagnolo però ancora non è riuscito ad assimilare i meccanismi della squadra, risultando spento e avulso dal gioco. Tutti ci auguriamo di rivedere il campione ammirato a Madrid anni fa, ma basterebbe anche metà di quell’attaccante per fare la differenza nel nostro campionato.

La mancanza di un portiere giovane e affidabile: l’acquisto di Diego Lopez è stato disegnato da Galliani come un grande colpo a zero spese, il che in parte potrebbe essere anche vero. Lo spagnolo è di certo un buon portiere e un buon acquisto considerato che ormai Abbiati non pare più affidabile, come d’altro canto Agazzi relegato a terzo. Ma dato il suo stipendio elevato (per un contratto triennale) e la sua non più giovane età, non era meglio investire su un portiere giovane e di sicuro avvenire?


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