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Non c’è rosa senza spine

Spesso scrivere a mente fredda è un vantaggio. In tal caso, si ha modo di osservare aspetti che, nella concitazione del dopo partita più facilmente sfuggono. Usciamo da una settimana comunque importante. Abbiamo vinto un derby alla grande, e con pieno merito. Poi, a Palermo c’era da vincere e basta. E abbiamo vinto. Domenica invece una mezza “stecca”, come il cantante cui va di traverso l’acuto. Ci siamo tutti rimasti male. Avevamo visto già dentro il colpo di testa del Divino Bacca e avremmo pagato per essere sulla linea di porta a spingere 20 cm. in avanti la gran botta di Bertolacci (non eccellerà per prestazioni, ma che sfiga!), tanto per dirne due. Però abbiamo esultato come ad un gol sulla paratona di Gigio Donnarumma.

Intendiamoci, l’Udinese ha un tradizione di belle partite a San Siro e più di una volta ci ha tolto punti anche quando eravamo più forti di adesso. Nell’anno dello scudetto di Ancelotti ci batté, 2 a 1, la domenica prima di Natale.

Invece, l’anno dello scudetto di Allegri facemmo 4 a 4, andando sotto anche per 3 a 1 e 4 a 3. E meno male che domenica mancava Totò Di Natale che contro di noi la mette dentro spesso.

Anche stavolta come con l’Atalanta abbiamo sofferto l’assenza di Bonaventura che ha privato la squadra di corsa, qualità e presenza in mezzo al campo. Ma a differenza della partita contro i bergamaschi nella quale venimmo messi sotto anche nel gioco, rischiando molto, stavolta abbiamo dato carte noi, e nel secondo tempo in campo c’è stata una squadra sola. La squadra corre, c’è anche sotto l’aspetto morale e comportamentale.

L‘incoerenza della rosa a disposizione di Mastro Sinisa è che pur essendo numericamente abbondante, è risicata nei ruoli chiave in funzione dell’organizzazione di gioco. In particolare, se manca uno dei due esterni, quello basso o alto, viene a mancare l’equilibrio faticosamente raggiunto, causando anche un degrado delle prestazioni dell’altro esterno presente.

E’ una rosa con molti petali, ma anche troppe spine.

In particolare, Mastro Sinisa non ha alternative all’assenza di Jack o dello stesso Honda, dovendo per necessità adattare un centrocampista sulla fascia snaturandone le caratteristiche. Potrebbe avanzare Antonelli e inserire De Sciglio, ma due terzini sono una cosa, un terzino e un ala, sono un’altra.

Diversamente, dovrebbe rischiare allargando Niang sull’out rimasto sguarnito e di fatto, giocare a tre in mezzo al campo. Un po’ come la coperta, troppo lunga o troppo corta. A nulla sono servite le occasioni concesse a Cerci e a Suso, due delle spine della rosa, che sarebbero stati alternative valide a disposizione.

Purtroppo, nemmeno in sede di mercato si è potuto intervenire, essendo saltata inaspettatamente la trattativa per Luiz Adriano ai cinesi che avrebbe portato denari liquidi da sfruttare, magari per El Ghazi che sa fare l’esterno da ambo i lati.

E’ una delle contraddizioni di quest’anno che, tuttavia, è ancora tutto da giocare.


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