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Verona-Milan 0-1, decide un rigore di Piatek. Le pagelle dei nostri

DONNARUMMA S.V.: è attento in mischia al minuto 7, poi il rosso a Stepinsky cambia la partita e praticamente diventa inoperoso. Verre lo spaventa un paio di volte, una per tempo.
 
CALABRIA Voto 6: tenta qualche timida incursione con il passare dei minuti. Colpisce il palo al minuto 57 con un tiro da fuori e si becca un rosso (a dire il vero un po’ eccessivo) al minuto 93 sulla confusa azione di assalto finale del Verona.
 
MUSACCHIO Voto 6+: già Stepinsky non era un Fenomeno e inoltre si fa espellere. Svanita la punta di peso (l’unica) la partita si trasforma in giro palla e di sorveglianza della zona. Rischia un occhio nell’episodio del rosso e mette la testa su tutti i palloni spioventi dalle retrovie.
 
ROMAGNOLI Voto 6: tiene in gioco Verre nell’azione del minuto 27. Incarica il sodale di reparto di occuparsi dell’ordinaria amministrazione mentre lui osserva la sfera andare da destra a sinistra e viceversa.
 
RODRIGUEZ Voto 6-: il cross, questo sconosciuto. Come sempre gioca all’indietro in modo semplice ed elementare e non cambia mai passo. Però non fa guai.
 
KESSIE Voto 6-: comincia blandamente, un po’ mollaccione. Va al tiro al minuto 29. Diventa col tempo attaccante aggiunto e come spesso gli accade sembra esaltarsi col trascorrere dei minuti e nel clima da battaglia creato dai padroni di casa.
 
BIGLIA Voto 6: la superiorità numerica lo avvantaggia, perché il Verona gioca bassissimo e non lo pressa mai. Svetta anche lui nei contrasti aerei.
 
CALHANOGLU Voto 6-: inizia scivolando (non solo lui) causa tacchetti non adatti e risulta perciò un po’ impreciso. Ruota sul versante di centrosinistra dell’attacco e di ciò Salvini non sarà certo contento. Riemerge alla distanza, non lesinando interventi da mediano rozzo su un campo di terra battuta.
 
SUSO Voto 6: va al tiro al minuto 31, poi ai minuti 47 e 59. Soffre (è noto il difetto) l’aggressività dell’avversario, stavolta veronese. Non appena gli lasciano tre metri (e questo accade perché, come è naturale, il Verona alla distanza scoppia) può rifiatare e correre. Anche stasera gioca ancorato sulla fascia destra, alla faccia del trequartista.
 
PAQUETA’ Voto 5,5: altra partita purtroppo insipida del brasiliano. Pestato come l’uva, fatica a trovare posizione nel mare magno dell’attacco rossonero. La sensazione è che cambiare spesso ruolo non lo favorisca e soprattutto non gli piaccia.
 

Voto 6: va al tiro al minuto 3, poi la sfiora di testa al minuto 30. Gira per il fronte d’attacco, spesso arretra, altre volte va a sinistra cambiandosi con Paquetà. Va al tiro al minuto 61 e poi al minuto 67 si sblocca e la sblocca. Il VAR gli toglie la gioia del raddoppio quando al minuto 82 toglie, in scivolata dalle mani di Silvestri, la palla tirata da Calhanoglu e respinta in due tempi. A spazi aperti sembra trovarsi meglio. Speriamo che l’aver ritrovato la via del gol sia di buon auspicio

 
REBIC Voto 6-: certo va rivisto quando correrà (e non scivolerà). Però ha mostrato di non aver paura di prendere iniziative e di poter essere quello che spezza la monotonia dell’attacco manovrato. Al minuto 73 dà un saggio delle proprie qualità. Si butta nella mischia come facevano Terence Hill e Bud Spencer. Per ora è Ante, speriamo diventi anche Post, ma la presentazione promette bene.
 
Voto 6: siamo passati da una squadra un po’ imbalsamata come ad Udine e che sembrava impegnata a mostrare di aver studiato ad una squadra che nel reparto di attacco si muoveva sin troppo liberamente. dovrebbe stare in mezzo a riempire l’area di rigore: se si sposta sull’esterno, in mezzo chi ci va? Fermo restando che Suso prima o poi dovrà pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico, permane la difficoltà ad attaccare difese chiuse, la palla gira ancora troppo lentamente e dai terzini abbiamo poco (o nulla) specialmente a sinistra. Meglio però sotto l’aspetto comportamentale: oggi c’era da lottare e soffrire e così è stato
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