Ancora una volta ci arrivano notizie poco confortanti su Yonghong Li. Secondo il Corriere della Sera la Shenzen Jie Ande, una delle società del patron cinese, è stata dichiarata insolvente prima dell’acquisizione del Milan. Già nel maggio del 2016 infatti la Jiangsu Bank aveva fatto causa alla holding per il mancato rimborso di un prestito. Visto che Li, a garanzia del finanziamento, aveva dato in pegno la sua quota detenuta nella Zhuhai Zhongfu (una società di packaging), nel febbraio 2017 fu ordinata la vendita all’asta di tale quota in modo da rimborsare la banca.

Cosa rischia il Milan – La preoccupazione maggiore riguarda i problemi effettivi che possono ricadere sul Milan. A questo proposito è necessario per l’ennesima volta distinguere il debito contratto con Elliott da parte del club e da parte di Yonghong Li stesso. Per il primo non c’è alcun tipo di problema grazie a diritti tv e sponsorizzazioni varie. Più complicato ripianare i milioni prestati dalla banca statunitense alla Rossoneri Lux, società attraverso cui Li controlla il Milan. Fassone, con la consulenza di Merrill Lynch, starebbe studiando un rifinanziamento da 300 milioni e starebbe cercando un socio di minoranza per rimborsare il prestito totale di Elliott. Il Milan quindi rischia ben poco, nella peggiore delle ipotesi potrebbe finire nelle mani degli americani, che avrebbero tutto l’interesse a rivendere ad acquirenti solidi.

Parola alla Figc – Intanto il commissario della Figc, Roberto Fabbricini, si dice preoccupato per la situazione economica del Milan, soprattutto leggendo le prime pagine dei giornali. Le parole di Fabbricini non possono non farci sorridere alla luce della disastrosa situazione in cui versa il calcio italiano, senza un presidente di Lega, senza un presidente Figc, fuori dal calcio che conta e senza che si intraveda uno spiraglio all’interno di una crisi che dura ormai da anni. Forse sarebbe il caso di affrontare le questioni non solo leggendo i titoli dei giornali, ma con serietà e con personaggi in grado di farlo.     

Mirko

Mirko, filosofo per condanna, milanista da sempre e per sempre!
Marcel Desailly, Franco Baresi e Mario Yepes le mie ragioni per amare
questa squadra, i Pink Floyd, Stanley Kubrick e la fantastica Salerno le mie ragioni per amare la vita!

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