Benevento-Milan 0-2, le pagelle dei rossoneri

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donnarummafaccia

DONNARUMMA Voto 7,5: è attento in uscita bassa minuto 8, poi viene salvato dal palo sul tiro di Insigne al minuto 20. Para su Caprari (minuto 35), su Letizia (minuto 36), ancora su Insigne (minuto 44) e su Lapadula al minuto 68 è fenomenale. Nel frattempo ipnotizza Caprari sul rigore del minuto 60. Lo ipnotizza non a caso, perché essendo molto alto i tiratori avversari non calciano a mezza altezza ma tentano la battuta angolata rasoterra aumentando la percentuale di errore. Bravo ad autorevole sulle palle alte.

CALABRIA Voto 6,5 dalla sua parte trova inizialmente Tonali e perciò non spinge come vorrebbe. Soffre la vivacità di Caprari e al minuto 26 si esibisce in un doppio intervento al limite dell’area. Nella ripresa, paradossalmente, con la squadra in 10 aumenta il raggio di azione e palla al piede conduce in autonomia conquistando spazio in avanti e facendo rifiatare la squadra.

KJAER Voto 7,5: un solo aggettivo, monumentale. Rientra lui e la squadra ne beneficia sotto l’aspetto della tranquillità e dell’organizzazione e ritorna a non subire reti. Implacabile sull’uomo è insuperabile nel corpo a corpo ed ora ambisce giustamente ad un posto nella squadra olimpica di greco-romana. Non sbanda nemmeno nelle difficoltà dell’inferiorità numerica e, sebbene non sia velocissimo, si fa trovare sempre ben posizionato così da poter intervenire con efficacia.

ROMAGNOLI Voto 6,0: lotta contro i furetti sanniti e se serve spazza via che è un piacere. Tenta la fortuna al minuto 39 su angolo con una girata che finisce sul fondo. Chiude bene su Lapadula al minuto 64 sebbene però gli conceda troppo spazio al minuto 68.

DALOT Voto 6,0: tira alto al minuto 12. Non si sbilancia molto e rischia ancora meno. Paga la poca dimestichezza con i compagni e la limitata attitudine al lavoro di squadra ed alla difesa di reparto. Nella ripresa scava la trincea dal suo lato spendendo anche un giallo, ma non molla mai. Gioca troppo poco per penalizzarlo ma ha un titolare troppo forte nel suo ruolo con il quale competere.

TONALI Voto 5,0: sarebbe partito anche bene, con ordine, disciplina e attenzione. Commette un fallo che gli costa il rosso causato dalla eccessiva leggerezza con la quale esce da un palleggio a seguito di riconquista della palla.

KESSIE Voto 7,5: ennesima prestazione da onnipresente. Trasforma con freddezza il rigore del vantaggio e nel finale (minuto 83) un doppio palo, situazione peraltro rarissima, gli nega la gioia della doppietta. Nel mezzo, una partita da buttafuori da discoteca. Quando il gioco si fa duro, lui inizia giocare e requisisce la palla per far rifiatare i compagni che sono uno in meno. Lunga vita al Presidente.

BRAHIM DIAZ Voto 6,0: di poco alto il primo tiro al minuto 3. La zanzara fastidiosa si accentra spesso per trovare spazio vitale e cercare lo scambio stretto senza dimenticarsi di dare una mano in copertura. Viene sacrificato dal rosso di Tonali, ma la prestazione è però positiva.

CALHANOGLU Voto 6,5: anche se non fa nulla di eccezionale per gli occhi, dispensa qualità a piene mani specie nei cambi di gioco e una presenza costante e rassicurante. Sbuffa all’indietro quando serve, partecipa attivamente alla fase di non possesso e al pressing della squadra, rimediando anche un giallo. Colpisce il palo al minuto 72.

REBIC Voto 6,0: sembra partire lento e svagato ma è sua la pressione giusta sulla difesa sannita che procura il rigore del vantaggio. Ricade come spesso gli accade nel difetto di tentare un dribbling di troppo. Corre dietro a tutti ed esce (ovviamente) spompato.

LEAO Voto 7,0: in avvio sembra esibire la sua parte peggiore, quella del bell’addormentato nel bosco. Va al tiro la prima volta al minuto 20. Poi, messo sulla fascia destra dopo il rosso a Tonali, non partecipa come dovrebbe alla fase difensiva imbarazzando la difesa. Evidentemente catechizzato a dovere dal mister e dai compagni nell’intervallo, nella ripresa va meglio. Come già osservato in passato il ragazzo ha colpi da autentico fuoriclasse e la rete del raddoppio al minuto 49 (uno spettacolo di tecnica e velocità) non fa altro che confermarlo. Deve maturare principalmente come persona e deve comprendere che il talento viene soltanto dopo e serve se è messo al servizio della squadra. Non servono giocolieri da circo ma calciatori. Non giocano sempre i più forti ma i migliori e tra questi, in particolare, i più affidabili giocano sempre e lui deve crescere sotto questo aspetto. Dopo la rete, evidentemente strafatto di autostima, si impossessa del pallone quasi fosse il suo arrivando alla giocata personale.

PIOLI Voto 7,0: partita ostica, scorbutica, contro un avversario tignoso ed avvelenato, che non vedeva l’ora di attaccarsi alla cintola lo scalpo degli imbattuti, che forse il miglior attaccante lo aveva in panchina ma non poteva entrare. Partita resa ancora più difficile dal rosso a Tonali giunto nel momento in cui la squadra sembrava in controllo della situazione. Il primo gol è evidentemente frutto dello studio dell’avversario. Più di una volta la difesa del Benevento nelle precedenti partite ha combinato disastri provando a costruire la manovra dal basso, in particolare il portiere Montipò non mi è mai apparso un fenomeno ed anche la seconda rete lo conferma. L’armonizzatore Pioli e il Reparto Match Analysis (Luciano Vulcano, Roberto Ferrari, Giorgio Tenca) devono essersene accorti ed hanno sfruttato la debolezza dell’avversario. È inutile prendersela, le partite si vincono anche così. Dopo il rosso è stata un’altra partita, indubbiamente. Il Benevento ha cominciato a buttare palloni nel mezzo alla moda della Scottish Professional Football League del tempo che fu, sbattendo di volta contro le mani di Donnarumma, la testa di Kjaer, le terga di Romagnoli e Calabria, i piedi di Dalot. La squadra non ha mai tentennato, soffrendo anche quello che c’era da soffrire, perché è un gruppo unito e determinato ma non ha mai rinunciato ad offendere. L’armonizzatore non sostituisce Leao (quando tutti lo avremmo fatto…) e la scelta lo premia.

KRUNIC Voto 6,0: il voto va all’impegno ed alla pervicacia con la quale rincorre ogni cosa che passi dalle sue parti e che indossi la maglia del Benevento. Ha il merito di non abbattersi dopo il fallo da rigore su Caprari.

CASTILLEJO Voto 6,0: entra per Rebic e si mette ad arare la fascia destra con buona lena.

KALULU S.V.: entra per salvaguardare le cosce di Kjaer.

CONTI Voto 6,0: toh, chi si rivede. Tutti lo danno qui e là, però per essere uno fuori dal progetto entra e ci mette grinta, muscoli, lucidità, efficacia nel tocco di palla. Bello un salvataggio al minuto 89. Che buon pro gli faccia.

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