Press "Enter" to skip to content

Gattuso, sì

che abbraccia i giocatori a fine partita, prima quelli che non fa giocare, sempre, che vuole bene ai giocatori, che manda i giocatori a ringraziare i tifosi, ci tiene tantissimo, che manda a quel paese Kolarov per poi abbracciarlo a fine partita e dirgli “non mi conosci, scusami, ma sono un rompicoglioni”, che da il “5” al quarto uomo dopo una vittoria sofferta, come abbracciare un giudice se la sentenza ti è favorevole, che chiede quanto manca alla fine della partita al quarto uomo, “me lo dici o no?!”, che manda a casa Kalinic perchè non si impegna in allenamento, che non gliene frega del rinnovo del contratto, “è l’ultima cosa a cui penso”, che “oggi si poteva anche perdere”, che “col ragazzo ci sto parlando tanto, sa quello che voglio”, che “Musacchio mi ha emozionato”, voleva dire commosso?, che “questa maglia va onorata sennò non si è capito dove si è”, in conferenza stampa, che alle domande idiote, e sono quasi tutte idiote, (o lo diventano rivolte a lui?) vorrebbe rispondere ma che cazzo mi domandi?, che tocca con mano, Gattuso che se nel calcio non si fatica non si va da nessuna parte, Gattuso rispettato da tutti, simpatico a tutti, Gattuso che non si vanta mai della sua carriera, Gattuso che passa le giornate a Milanello, che controlla tutti i numeri degli allenamenti e delle partite, che usa il GPS ma soprattutto “l’occhiometro”, il suo GPS personale, Gattuso all’Emirates Stadium più disinvolto di Wenger, Gattuso uomo semplice, sincero, diretto, onesto, vero, carismatico, leader, caso umano raro, rarissimo, non solo nel mondo del calcio, nel mondo. Gattuso.

Be First to Comment

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Mission News Theme by Compete Themes.