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Il bilancio di questo “caldo” mercato invernale

In questa ultima sessione di mercato abbiamo visto un Milan molto attivo sia in entrata che in uscita. Definire quindi “di riparazione” questa finestra di calciomercato mi pare un errore, o comunque, una mera semplificazione della strategia che ha messo in atto la società.

La stagione rossonera ha toccato il punto più basso pochi giorni prima di Natale con i cinque schiaffi presi dall’Atalanta. Maldini e Boban sono stati così costretti a dare concretezza alle voci riguardanti il ritorno di Ibra. Un Milan agonizzante e tramortito necessitava di un campione che fosse leader dentro e fuori dal campo, che catalizzasse su di sè tutta l’attenzione distogliendola dai problemi della squadra e che facesse capire ai tifosi che la proprietà Elliott in fondo ci tiene ancora a questa creatura. Detto fatto ed ecco arrivare Ibra a 3 milioni per 6 mesi con possibilità di rimanere anche il prossimo anno.  

Dopo questa operazione il duo Maldini e Boban, seppur in sordina, ha cercato di eliminare dalla squadra quegli elementi che per diverse ragioni non erano più utili al progetto. E così ecco le partenze di Reina (3 milioni di ingaggio per un secondo portiere sono decisamente troppi), Borini (non più utile) e Caldara (praticamente inutilizzato in un anno e mezzo). In porta è arrivato Begovic con un ingaggio nettamente inferiore a Reina e in difesa Kjaer, difensore con una buona esperienza in grado di poter aiutare e affiancare Romagnoli (e lo ha già fatto discretamente). Anche per il difensore danese stipendio dimezzato rispetto a Caldara e un possibile riscatto per 2-3 milioni di euro. Non male!

Il bilancio del Milan è ancora in sofferenza e, quindi, con una qualificazione Champions davvero difficile, bisogna cercare vie alternative per il risanamento. Si è quindi passati alla fase 2 delle cessioni, ossia quelle più importanti e riguardanti giocatori che sono o sarebbero dovuti essere i protagonisti del nuovo corso rossonero. In due giorni via Suso (3M di ingaggio e 20M possibili per il cartellino), via Rodriguez (2M di ingaggio e 6-7 per il cartellino), via Piatek (2M di ingaggio e 27-28 per il cartellino). Con queste operazioni si è fatta la felicità di Gazidis che avrà quindi milioni in entrata e milioni di risparmio sul monte ingaggi. Del resto con Suso la storia d’amore era oramai finita, con Piatek, passata la “cotta” dei primi mesi del 2019, non c’era più nulla, e con Rodriguez si era trattato di un flirt estivo che poi si cercava di far durare.

Chiuse queste operazioni Boban e Maldini si sono visti costretti a cercare dei sostituti ma, come in estate, la dirigenza non si è dimostrata scaltra e pronta e, soprattutto, non ha dimostrato di avere chiare. In fretta e furia negli ultimi due giorni di mercato ci si è catapultati su Saelemaekers che tutto sommato come acquisto ci sta, costo dell’operazione sui 7 milioni di euro, di conseguenza facilmente ammortizzabili, giovane, di prospettiva e sostituto del partente Suso. Poi è arrivato Robinson, pardon Laxalt di rientro dal prestito al Torino per i motivi che conosciamo. In questo caso giocatore già visto, poco utile alla causa, nient’altro che un rimpiazzo, un tappabuchi.

Concluso questo mercato invernale, possiamo dire che lato partenze la società si è mossa abbastanza bene dimostrando di avere le idee chiare. Lato arrivi, a parte Ibra e forse Kjaer, i rossoneri hanno mostrato idee ancora confuse, soprattutto perché la rosa attuale necessita perlomeno di due innesti importanti in due ruoli chiave: un centrocampista di qualità da affiancare a Bennacer e un attaccante che possa sostituire Ibra. Dovesse fermarsi lo svedese (ha pur sempre 38 anni) …..

Adesso vedremo cosa ci aspetta in questo girone di ritorno, in attesa di un nuovo “caldo” mercato estivo!

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