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Posts published in “Protagonisti”

Kevin Prince Boateng

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. È sulle note di Venditti che sembra contraddistinguersi il Milan di questi ultimi anni: da Sheva a Kakà, passando per Kevin-Prince Boateng; sia chiaro, quello che hanno rappresentato l’ucraino ed il “bimbo de oro” per i tifosi rossoneri è ben altro, ma serve solo a rendere l’idea di come il Milan spesso sia un ricordo indelebile per chi se ne va anzitempo. La mattina del 30 agosto 2013 i tifosi rossoneri si sono svegliati e quasi increduli hanno saputo che Boateng era a Gelsenkirchen a sostenere le visite mediche con lo Schalke 04. Una trattativa lampo che portò l’allora…

Pierino Prati

C’è stato un Milan che nell’arco di due stagioni infilò, una dietro l’altra, una serie di vittorie memorabili: Coppa Italia (‘66-‘67), Coppa delle Coppe e Scudetto (‘67-‘68), Coppa dei Campioni (’68-69), Coppa Intercontinentale (1969). E all’epoca a nessuno venne i mente di inventare le Supercoppe, altrimenti… alla faccia di tutti i triplete! Era il Milan di Nereo Rocco, il Paròn. Era il Milan di Rivera e Lodetti, del ragno nero Cudicini, di forbicetta Rosato e di Schnellinger. Erano gli anni del boom economico, degli elettrodomestici, dell’automobile, della rinascita Italiana dopo le tragedie della guerra mondiale. In quel Milan giocava un ragazzo magro e dall’andatura dinoccolata. Messi gli abiti borghesi tutto…

Gigio Donnarumma, un talento da coltivare

Talento da preservare e curare con attenzione, Gianluigi Donnarumma nasce a Castellammare di Stabia il 25 febbraio 1999. Già in primissima infanzia si fa notare per la sua spiccata altezza, che nei primi anni di scuola secondaria superava il metro e ottanta. “Gigio”, così soprannominato da tutti, è riuscito a coronare il suo sogno di giocare nel Milan, e soprattutto di esserne titolare inamovibile tra i pali. Nel 2013 l’Inter provò a strapparlo alla concorrenza, ma la volontà del giocatore di vestire rossonero prevalse, e il presidente della squadra campana in cui militava il giovane, non si oppose. La preparazione nelle giovanili, qualche fugace visita in prima squadra e poi…

L’importanza di chiamarsi… Jack Bonaventura

Chiamatelo Tuttocampista, chiamatelo jolly, chiamatelo un po’ come volete. A noi piace chiamarlo semplicemente “Jack”, forse perchè è uno dei giocatori rossoneri a cui siamo più affezionati, ma pensiamo di non essere gli unici. Sia tifosi che addetti ai lavori giudicano positivamente il suo operato grazie alla sua tecnica ma soprattutto alla sua grande duttilità, il che gli permette di adattarsi alla perfezione ad ogni modulo. Insomma, il sogno di ogni allenatore. Ed ecco perchè Montella sa bene di non poter fare a meno di lui, tant’è vero che il grave infortunio al tendine ha causato non pochi problemi alla squadra. Vero e proprio jolly – Parlavamo della sua duttilità.…

Andrij Shevchenko

In questo momento storico in cui il Milan risulta essere una squadra qualitativamente piuttosto mediocre, è un piacere ricordare il nostro Sheva, protagonista assoluto di un passato ben diverso e più vivace, in grado di farci emozionare ad ogni partita, ad ogni gol. Ogni sua azione, ogni trofeo vinto per noi rimane un ricordo indelebile, così vivo e chiaro che a volte ci sembra sia ancora il nostro presente. Un presente che vogliamo pensare immobile, fermo in quegli attimi di gloria, perché ciò che stiamo vivendo ora è troppo brutto per essere vero. E farà dunque sempre parte del nostro presente lo sguardo dell’ucraino che posa nervoso sull’arbitro e poi…

Protagonisti: Alexandre Pato

L’amore di un tifoso verso i propri idoli è qualcosa che va oltre l’immaginazione. Per loro si gioisce, si festeggia e talvolta si soffre come se ciò che accade a loro, riguardasse anche noi in prima persona. Ci sono giocatori estremamente odiati ed altri ugualmente idolatrati. Poi ci sono quei giocatori che invece è impossibile non amare, qualsiasi sia la propria fede (calcistica). E siamo pronti a scommettere che Pato è uno di questi. Alexandre Rodrigues Da Silva nasce il 12 settembre 1989 a Pato Branco, in Brasile, nello Stato del Paranà. Si capiva fin dalla tenera età che coi piedi ci sapeva fare, perchè prendeva a calci qualsiasi cosa…

Arrigo Sacchi, il profeta di Fusignano

«Il calcio è uno sport di squadra nato come offensivo, ma in Italia lo abbiamo trasformato in difensivo e individuale. Il mio Milan è stato giudicato una delle squadre più grandi di tutti i tempi perché cambiò questa mentalità». Chiamato da tutti “Il profeta di Fusignano”, riuscì a rivoluzionare il modo di vedere il calcio a livello nazionale ma soprattutto internazionale. Arrigo Sacchi arrivò al Milan nel luglio del 1987 proprio per volere del presidente Berlusconi che rimase affascinato dal suo modo innovativo di concepire lo schema tattico-difensivo delle sue squadre. Con quel 4-4-2 e il suo metodo di lavoro così duro, suscitò non poco scandalo a livello mediatico, a…

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