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Arrigo Sacchi, il profeta di Fusignano

 «Il calcio è uno sport di squadra nato come offensivo, ma in Italia lo abbiamo trasformato in difensivo e individuale. Il mio Milan è stato giudicato una delle squadre più grandi di tutti i tempi perché cambiò questa mentalità».

Chiamato da tutti “Il profeta di Fusignano”, riuscì a rivoluzionare il modo di vedere il calcio a livello nazionale ma soprattutto internazionale. Arrigo arrivò al Milan nel luglio del 1987 proprio per volere del presidente Berlusconi che rimase affascinato dal suo modo innovativo di concepire lo schema tattico-difensivo delle sue squadre. Con quel 4-4-2 e il suo metodo di lavoro così duro, suscitò non poco scandalo a livello mediatico, a tal punto che gli stessi giocatori, all’inizio della sua esperienza da tecnico, non lo apprezzarono. La difesa a diagonale e il forte pressing dei due centravanti in attacco, portarono e il Milan, nella stagione 1988-1989 a surclassare il Real Madrid 5-0 in semifinale e a vincere a Barcellona contro la Steaua Bucarest la terza Coppa dei Campioni della storia rossonera, riscrivendo la storia e il manuale del calcio moderno. Nello stesso anno, il Milan e gli Immortali di , così chiamati per la loro voglia inarrestabile di vincere, riuscirono a conquistare la Supercoppa italiana, la Supercoppa Uefa e la Coppa Intercontinentale. L’anno successivo riuscì a ripetersi, vincendo e convincendo gli scettici che negli anni precedenti, al suo arrivo, lo avevano criticato aspramente. Agli inizi del ventunesimo secolo, furono molteplici le riviste che incoronarono quel Milan come la migliore squadra del dopoguerra. lasciò i rossoneri nel 1991, per aprire la parentesi da commissario tecnico della Nazionale, che chiuderà alla fine degli anni ’90. Nel settembre 2007, il Times lo ha nominato miglior allenatore italiano di tutti i tempi, e 11º in assoluto a livello mondiale. Dopo tutta una serie di avvicendamenti, oggi Arrigo riveste il ruolo di commentatore sportivo per Mediaset Premium, e seppur la sua storia sia sotto i vari punti di vista indiscutibile e intoccabile, c’è sempre stato chi, per un motivo o per un altro, ha cercato di innescare futili polemiche.

Per noi, appassionati del Diavolo, rimarrà insieme a Rocco, Liedholm, Capello e Ancelotti, uno dei tecnici più importanti della storia rossonera.

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