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Milan, cala il sipario su un mercato triste. E forse sull’era Berlusconi

Giornata triste quella della chiusura del mercato estivo. Dopo aver acquistato riserve, scommesse e semi-sconosciuti ecco che per noi milanisti rimaneva l’”ultimo giorno”, quello dei sogni, delle speranze, dei “vuoi vedere che arriva…”. Nel pomeriggio un sussulto clamoroso: ecco i nomi di Jovetic e Fabregas dopo quello di Wilshere del giorno prima. In fondo al cuore tutti noi sapevamo che non avremmo mai visto Cesc vestire la maglia rossonera, eppure speravamo in qualcosa del genere. Poi ancora Ramsey dell’Arsenal mentre le ore passavano. Alla fine solita tristezza, solita rassegnazione: in mano ci rimane solo un Mati Fernandez scartato dalla Fiorentina e acciuffato con un prestito con diritto. E non facciamo in tempo neanche a goderci la riserva viola che scoppia il caso Cagliari: i sardi accusano il Milan di aver usato come intermediario lo squalificato Pablo Cosentino, ex vicepresidente del Catania. Il modo più triste e ridicolo di finire questa estate calcistica.

E probabilmente è il modo in cui finisce anche l’era Berlusconi-Galliani: nel lontano ‘86 ci raccolsero nel fango, ci portarono in cima al mondo per poi farci ricadere nel baratro. Finisce così una delle più belle storie del calcio mai raccontate: finisce con l’elemosinare qualche prestito un po’ qua un po’ là per mancanza di fondi, col racimolare scarti per mettere in piedi una squadra che possa arrivare (in)dignitosamente a metà classifica.
Come ogni cosa anche questa favola era destinata a concludersi, ma in questo modo indegno no: noi tifosi non ce lo meritavamo, ed ora non ci resta altro che sperare che l’era cinese sia davvero quella della resurrezione.


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