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Milan, servono poche parole ma tanto lavoro

Chi scrive non ha paura ad ammettere che sul 2 a 2 ci aveva creduto, perlomeno di strappare un punticino che sarebbe stato oro colato sia per il calibro della squadra avversaria sia per l’andamento che aveva preso il match dopo i primi 45 minuti. Purtroppo abbiamo tutti visto, letto o sentito l’esito finale di questa prima trasferta stagionale del Milan. E’ una partita davvero difficile da analizzare perché all’interno dei novanta minuti di gioco ha contato numerosi micromatch.

I primi 20’ della contesa sono stati molto equilibrati con i rossoneri ben messi in campo e pericolosi in un paio di occasioni, se Abate non avesse sbagliato quel facile tap-in a tre metri dalla porta, forse staremmo parlando di un’altra partita. Nella seconda parte della prima frazione di gioco è salito in cattedra Mertens, vera spina nel fianco per la difesa rossonera (serve una bella registrata perché sei goal in due partite devono far riflettere…..e parecchio), e il Napoli si è portato sul 2 a 0. Donnarumma ha poi impedito che i partenopei potessero dilagare.

L’inizio del secondo tempo ha visto il ruggito del diavolo che, grazie ai due esterni d’attacco Niang e Suso, si è portato sul 2 a 2 merito di due reti diverse tra loro ma molto belle allo stesso tempo. I due giovani (se si esclude il giallo che è costata l’espulsione al francese) sono la nota più lieta di questo inizio di stagione, impegno, corsa, idee, insomma un po’ tutto. Purtroppo poi, verso la mezz’ora, una ripartenza del Napoli ha portato al nuovo vantaggio partenopeo (se Sarri si lamenta giustamente per un fallo di Bonaventura su Jorginho nel goal di Niang, allora anche in questo caso c’è una spinta plateale di Hysaj sempre sul francese all’inizio dell’azione della sua squadra). Di fatto la rete di Callejon ha chiuso la contesa. Bisogna però prendere come un campanello di allarme le due espulsioni rimediate nel finale da Kucka e Niang che mostrano una crisi di nervi che non deve prendere il sopravvento in questi momenti.

Per tracciare un bilancio finale della partita con il Napoli, possiamo dire che a Montella serve ancora del tempo, tanto che per vedere il vero Milan dell’aeroplanino dovremo aspettare ancora qualche settimana. Qualcosa di buono si è visto, però ci sono numerosi aspetti su cui bisogna lavorare. La difesa rimane ancora il punto più dolente, ma anche il centrocampo resta una vera e propria incognita. Con un Bonaventura non in palla manca qualità e giocatori capaci di innescare Bacca (ieri tristemente disperso nella metà campo napoletana). Non ci resta che sperare che gli innesti di Sosa e Pasalic possano regalare quella qualità di cui si sente terribilmente la mancanza. Per concludere, Montella dovrà lavorare anche sull’aspetto mentale; è pur vero che siamo una squadra molto giovane (ieri Donnarumma ’99, De Sciglio ’92, Romagnoli ’95, Gomez ’93, Niang ’94, Suso ’93, Calabria ’96), però, certi comportamenti o certi cali d’attenzione, vanno evitati.


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