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Milan-Verona 2-2, le pagelle dei rossoneri

Donnarumma 6: para bene su Kalinic al minuto 4. Non è fortunato sulla traversa di Ceccherini perché la palla gli rimbalza sulle gambe e si apparecchia da sola per il tap-in di Barak. Viene tradito dalla deviazione di Calabria. Di lì in avanti spettatore non pagante.

Calabria 6+: soffre contro Zaccagni come soffrì contro Perisic ed era da tempo che non accadeva. Sfortunato nell’occasione dell’autorete, parte lancia in resta all’assalto del fortino gialloblù sfornando cross a ripetizione. Serve per il pari di Ibrahimovic e sfiora il gol in demi-volée al minuto 95.

Kjaer 6: colpisce di testa al minuto 34 su punizione e al minuto 45 su angolo. L’insipienza di Kalinic gli da una grossa mano nel trascorrere una tranquilla serata. Sforna più lanci di una batteria di missili.

Gabbia 6: colpisce alto di testa al minuto 23. Libero da impegni di marcatura dovendo marcare il nulla cosmico, sorveglia la zona di competenza lasciando al sodale Simon l’incombenza di alimentare l’attacco. Soffre un po’ la velocità di Colley sul quale viene aiutato da Hernandez.

Hernandez 5,5: prosegue nel suo momento poco brillante. Non sferraglia più sulla fascia sinistra con la frequenza asfissiante delle scorse settimane. Stasera in aggiunta commette due errori sottomisura ai minuti 36 e 63, il secondo a dire il vero con la “complicità” di Silvestri. Quando il Verona non ce la fa più si piazza ala sinistra scodellando cross in quantità industriale. Non dovendo rispondere alla chiamata in Nazionale speriamo possa rifiatare.

Bennacer 6: soffre l’aggressività e la corsa del centrocampo veronese, però non molla mai coprendo una zona di campo vastissima. Va al tiro al minuto 49.

Kessie 7: dopo un iniziale imbarazzo esce alla distanza triturando Barak o chiunque capiti dalle sue parti. Si inserisce sul cross di Saelemaekers causando l’autogol del provvidenziale 1-2 nel primo tempo.

Salemaekers 6: parte che sembra preso dal sacro fuoco e va al tiro al minuto 7. Suo il filtrante per l’inserimento di Kessie in occasione del gol. Esce senza demerito quando Pioli cambia la squadra.

Calhanoglu 5,5: da quando sono uscite (vere o false che siano) le voci relative al suo rinnovo il rendimento che offre, guarda caso, è scaduto di qualità. La situazione va monitorata, vedremo come si comporterà in Nazionale. Stasera nel primo tempo sonnecchia, andando meglio (ma un po’) nella ripresa.

Leao 7: appare subito in serata positiva, lo vedi da come si muove e come aggredisce palla ed avversario. Dalla sua parte sembra poter sfondare a piacimento. I compagni lo sanno e lo cercano spesso. Va al tiro al minuto 22 impegnando Silvestri e ancora al minuto 25. Nella ripresa svaria maggiormente ma sempre con l’aurea della imprendibilità. Esce azzoppato da una mischia in area.

Ibrahimovic 7: che valutazione dare è per alcuni aspetti difficile. Gioca una infinità di palloni provenienti dalla difesa (se non dal portiere) rappresentando una sorta di totem offensivo con il quale saltare il centrocampo ospite. Da solo impegna tutta la difesa veronese. Tira alto al minuto 42. Poi però spreca malamente il rigore del pari, tirando fuori al minuto 69. Ai minuti 75 e 76 è pericoloso in area, tira ma viene ribattuto. Colpisce in pieno l’incrocio dei pali e poi segna di testa al minuto 93 su cross di Calabria. Soprattutto il rigore pesa molto nell’economia del risultato perché mancavano 20’ alla fine. Però è sempre lui.

Rebic 6: entra bene in partita, svaria molto su tutto il fronte d’attacco mettendo in mostra le armi migliori del repertorio e anche quelle meno (qualche dribbling in eccesso). Collabora con il cross al gol del pari annullato a Calabria.

Diaz s.v.: entra, freddo, ad un quarto d’ora dalla fine in una partita che era ormai solo agonismo.

Hauge s.v.: non fa nemmeno in tempo a scaldarsi.

Pioli 6,5: due episodi sfortunati (i primi due gol) e due giocatori (Zaccagni e Silvestri) orientano il risultato che più bugiardo non si può. Certo il Verona ha mostrato buone qualità ma tolti i due sopra (decisivi) rimangono la buona volontà e l’organizzazione. Se eravamo in debito con la fortuna, adesso il debito è stato pagato. Per la prima volta da inizio stagione si rinuncia al possesso palla privilegiando la palla lunga sulla punta centrale alla britannica maniera. Scelta o obbligo? Vedremo. Pesa il rigore sbagliato da Ibrahimovic (mister, può tirarli anche un altro, eh…) nonché la decisione sul gol annullato a Calabria perché il fallo di mano contestato a Ibrahimovic somiglia tremendamente a quello fischiato (sempre a Ibrahimovic) a Firenze la scorsa stagione. Ma non doveva cambiare l’interpretazione? Chiedo per un amico. SE reazione dove a esserci c’è stata, adesso vanno recuperate energie e lucidità.


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