Siamo tutti risultatisti, voltagabbana e opportunisti

Nei giorni scorsi si è alzata un’onda di lodi sperticate davvero ridicole nei confronti di alcuni allenatori che hanno solo un merito, quello di essere riusciti a vincere qualche gara di fila in campionato, ognuno in condizioni molto diverse. Fra questi Chivu, che nel frattempo è già fuori dalla Champions per mano norvegese (5 i gol subiti in due partite, complimenti davvero). Un fenomeno tipicamente italiano, quello di salire sul carro dell’ultimo vincitore senza tenere minimamente conto delle modalità con cui si è vinto.
Lo dimostra la vittoria del Mondiale 2006 degli azzurri di Lippi che riuscirono a sconfiggere la blasonata Australia nel modo che forse non tutti ricordiamo bene, cioè grazie a un calcio di rigore veramente provvidenziale, altrimenti saremmo qui a parlare dell’ennesimo fallimento azzurro. Mentre l’Italia di Sacchi che perse, anche qui a causa di calci di rigore, il mondiale Usa ’94, passa per squadra perdente (eppure nella fase finale di quella competizione ebbe una media gol assolutamente identica a quella della nazionale di Mancini che vinse gli Europei). Questo perchè noi siamo legati solo al risultato, di tutto il resto non ce ne frega nulla. Basta un episodio a farci cambiare idea su tutto. Basta un calcio di rigore che porti la vittoria per santificare qualcuno.
La cosa veramente patetica è che fra questi allenatori sommersi dai complimenti c’è anche il trentenne Cuesta del Parma, tecnico spagnolo che con la sua squadra caratterizzata da un reparto offensivo quasi nullo, ha totalizzato finora meno gol segnati perfino rispetto al Pisa. Pochi giorni fa ha battuto il Milan facendo vedere l’anticalcio in tutte le sue fattezze. Pensate che le statistiche dicono 25 tiri a 9 per il Milan, 5 calci d’angolo a 2 per i rossoneri ovviamente. Ma in questo caso la squadra che ha proposto e creato di più, facendo vedere un gioco offensivo, ha perso (evito di parlare dell’episodio-chiave, ognuno si faccia la sua opinione). Ed ecco tutti salire sul carro del ridicolo vincitore. Poi, come sempre, verranno a parlarci di mentalità e delle lacune del calcio italiano, del fatto che non si insegna più la tecnica nelle scuole calcio e robe del genere. Applaudendo la squadra più catenacciara e parassitaria esistente. Pensate che il Parma ha segnato finora 19 gol, perfino il Pisa ultimo in classifica ha fatto meglio (20 gol segnati). Non sto tenendo conto della partita in più giocata dal Parma ieri. E dovremmo applaudire sta roba qui? Piuttosto applaudo Allegri che coi suoi tiri in porta almeno mi fa divertire di più.
Come pecore, siamo sempre pronti a seguire le ultime tendenze, per quanto assurde, perverse e nocive a noi stessi possano essere. L’importante è sembrare fighi e al passo coi tempi. L’importante è sembrare quelli che hanno ragione e che hanno capito tutto. Così, giù applausi verso Cuesta, noto in realtà per i suoi cambi difensivi, per l’assoluta assenza di gioco offensivo, per i tanti 0-0 (a un certo punto era del Parma il record stagionale europeo). Ma ultimamente sta vincendo, quindi chissenefrega della sostanza, della realtà delle cose. Tanto cambieremo opinione al prossimo cambiamento di eventi. Difficile essere più opportunisti di così, a livello di opinione e non solo. Con idee e convinzioni che valgono zero, poichè sono completamente assenti.
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