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Sogno Champions: quarantacinque minuti posson bastare?

Un secondo tempo giocato bene riscatta una prima frazione di gioco in cui questo Milan ha sofferto troppo e non è stato in grado di gestire il vantaggio conquistato grazie alla seconda rete in campionato di Lapadula. Nei secondi quarantacinque minuti di gioco, il Diavolo ha però fatto la voce grossa, ha schiacciato l’Empoli arrembante della prima parte del match (molto pericoloso in diverse situazioni), ha segnato tre reti (quattro considerando quella annullata a Pasalic), legittimando così il secondo posto in classifica.

Se la fase difensiva mostra ancora qualche problema e serve lavorarci, l’attacco gira, merito anche della straordinaria condizione che hanno raggiunto Suso (fino ad ora 5 goal e 5 assist) e Bonaventura, sempre più determinante per questa squadra. Ieri il tridente inedito schierato da Montella era completato da Lapadula al posto di Bacca, avvistato in tribuna per la partita tra Siviglia e Valencia (in questo caso le voci di un suo possibile trasferimento a gennaio sembrano essere più insistenti). Al contrario del colombiano, l’italoperuviano, oltre che per la doppietta, si è fatto apprezzare per la partecipazione alla manovra, per lo spirito di sacrificio messo in campo e per l’energia con cui gioca ogni pallone. Per l’aeroplanino ora si apre un bel dilemma per l’attacco, Bacca o Lapadula? Sarà un ballottaggio che ci accompagnerà in ogni partita, perlomeno fino alla finestra di mercato di gennaio.

Da applausi anche la prestazione di Abate che, per una partita, sembra essere ritornato quello dei tempi d’oro quando sulla panchina del Diavolo sedeva Leonardo. Non si può dire la stessa cosa del suo compagno di reparto De Sciglio, apparso, come troppo spesso accade, titubante ed incerto (il goal del pareggio dell’Empoli deriva anche da un suo errore). Guardando la partita di ieri sera c’è un solo rimpianto: Saponara. Perché cederlo? In questa squadra giovane si sarebbe potuto tranquillamente ritagliare il suo spazio.

Montella ora deve ripartire dal secondo tempo di ieri sera, consapevole che nel prosieguo della stagione questo Milan, per ambire ad un posto Champions, dovrà giocare sempre con la stessa intensità mostrata nei secondi quarantacinque minuti di gioco. Agli avversari non si può regalare sempre un tempo, errore già commesso, per esempio, contro l’Inter.

Le basi ci sono, i punti anche, l’entusiasmo pure… sognare la qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie è quindi lecito?


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