Una bomba pronta ad esplodere sotto la panchina del Milan

 Povero . Risultati alla mano, sta facendo quasi i miracoli, dopo aver rilevato una squadra costruita per perdere e, come se non bastassero le già tante difficoltà del campionato, deve anche fronteggiare l’arroganza del boss . Sebbene sia appena arrivato e continui ad essere un pupillo di Berlusconi, molti danno per partente già a fine campionato, a causa di incomprensioni interne delle quali si sa poco, ma si vocifera tanto. Sembra quasi ci sia una bomba pronta ad esplodere sotto la panchina dell’olandese. I due hanno troppi punti di vista differenti – si dice – e il tecnico olandese, che non difetta certo in personalità, non sembra essere un tipo obbediente come Adriano forse sperava che fosse, in questa nuova veste di allenatore. ha le idee chiare: vuole costruire in breve tempo un Milan forte e vincente = bisogna spendere soldi. Da questo orecchio non vuole proprio sentirci, vuoi per il bilancio negativo (il 2013 è stato chiuso con un rosso di 15,7 milioni), vuoi per una linea di condotta evidentemente fossilizzata dal tempo, che gli ha tolto quella verve, quelle energie e quell’intraprendenza necessari per gestire e per mantenere un club ai massimi livelli. La netta sensazione di tutti è che il Milan, da top club che era diventato (grazie al contributo di ) si è lentamente trasformato in una squadra senza pretese, a causa di scelte sbagliate, errori tecnici e di una cattiva gestione economica. E quando chi ha sbagliato si trova in una posizione di potere assoluto, è probabile che non decida di affondare da solo, ma preferisca portare con sè anche la nave, negli abissi.

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