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Milan-Cagliari 3-0, le pagelle di Leao e compagni

DONNARUMMA Voto 6,5: sarebbe ingiudicabile sino al minuto 90 e oltre, perché si mette in mostra in una uscita bassa al minuto 40, ma poi decide che non può rimanere senza voto e piazza un volo plastico su testa di Faragò. Pilastro.

CALABRIA Voto 7+: ritorna quello degli esordi e ci dovrebbe, cortesemente spiegare, cosa sia successo in tutto questo tempo e del perché abbia mandato al suo posto “ammiocuggino, un terzino bravo che vi fa spendere poco”. Riecco l’incursore di fascia a mo’ di Speedy Gonzalez pronto ad infilarsi ovunque e far correre la catena di destra. Stavolta è anche pulito nei tocchi ed attento in fase difensiva. Senza impelagarci in paragoni con suoi famosi predecessori interpreti del ruolo in passato, non sfigura affatto. Decida lui se continuare con questa maglia su questa strada o meno, ma per favore faccia rimanere a casa “ammiocuggino”. Imprendibile.

KJAER Voto 6,5: sorveglia da lontano cosa accade dalle sue parti senza scomporsi più di tanto a meno di un elegante ed autoritario colpo di tacco al minuto 35 con il quale impedisce che la palla giunga a Simeone. Si muove che sembra Beckenbauer. Esce e meriterebbe la standing ovation. Mister eleganza.

GABBIA Voto 6,5: il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette. Si occupa della guardia di Simeone ammortizzandone le velleità e senza rinunciare a qualche rudezza. Al minuto 38 esegue una bella chiusura difensiva. In continua crescita di fiducia. Promessa.

HERNANDEZ Voto 6,5: ha corso talmente tanto tutto l’anno che stasera sembra voglia prendersi la serata libera, anche perché dalla sua parte c’è Leao che gli toglie visibilità. Ma siccome lo provocano, lui non resiste ad al minuto 54 parte che sembra Lord Cardigan a Balaklava alla guida della Brigata Leggera per andare a contribuire, alla sua maniera, per il raddoppio. Travolgente.

KESSIE Voto 6,5: esordisce con un erroraccio che subito rimedia. Poi piano piano emerge tra i suoi pari per presenza, fisicità, palleggio, raggio d’azione ampio e dopo l’uscita di Bennacer si prende le chiavi del centrocampo. Illuminato.

BENNACER Voto 6,5: Gaston Pereiro gli tira una zampata che atterrerebbe persino M49. Ma lui viene dai Monti dell’Atlante e perciò si rialza togliendosi di dosso la polvere della caduta. Gioca la sua consueta partita, lucidamente, con personalità, onnipresenza, recuperando palloni. Va anche al tiro al minuto 38. Dalla stagione prossima l’asticella del rendimento si dovrà alzare. Ciak si gira.

CASTILLEJO Voto 6,5: va al tiro al minuto 15, svaria molto verso le zone lasciate libere dal movimento di Dio Ibra. Collabora ottimamente al funzionamento della catena di destra con lucidità senza sprecare nulla. Segna da perfetto centravanti su assistenza di Bonaventura. Spiritato.

CALHANOGLU Voto 6,5: conferma di essere in gran spolvero, contribuisce alla rete del vantaggio, arpiona molti palloni giocandoli sempre in maniera essenziale. Potrebbe timbrare al minuto 47 ma si attorciglia su sé stesso cercando la soluzione più difficile. Ispirato.

LEAO Voto 7: peccato esca anzitempo, perché sembrava in serata di grazia. Entra nell’azione del vantaggio, a tratti sembra incontenibile, come al minuto 21, al minuto 23 becca la traversa in rovesciata. Di indubbie qualità tecniche, mezzi fisici importanti, deve imparare ad essere più concreto sotto porta. Meglio da sinistra che prima punta. Devastante.

IBRAHIMOVIC Voto 6,5: protegge alla grande per il tiro di Leao al minuto 10. Gira per il campo alla ricerca del pallone e per aprire varchi in mezzo, oppure fa da boa al limite dell’area di rigore per favorire l’inserimento di chi viene a rimorchio. Al minuto 22 Cragno gliela para da campione su un suo tiro ravvicinato. Fallisce il rigore al minuto 41 e da lì inizia la sua ricerca di vendetta che si compie al minuto 54 con un destro potente. Continua nella ricerca del divertimento puro e della rifinitura d’autore. Faro.

PIOLI Voto 8: non è un voto per la partita di stasera che tatticamente non è mai esistita, ma per l’opera certosina che ha svolto dal lockdown in avanti. Il Milan visto in queste 12 partite è nemmeno lontano parente di quello sbrindellato e rassegnato battuto dal Genoa a San Siro l’8 marzo.Qualcuno dovrebbe spiegarci cosa mai possa essere accaduto. Chissà, magari un giorno sapremo perché sia bastato un tecnico di medio cabotaggio e l’arrivo di un campione 38enne a fine carriera a risvegliare gli istinti pallonari di questa rosa. Troppa la trasformazione da un anno all’altro per non destare sospetti. Per la prossima stagione è evidente che anche per il mister l’asticella si alza inevitabilmente non solo sotto l’aspetto del risultato sportivo. Obiettivo: chef stellato.

BONAVENTURA Voto 6,5: al passo d’addio Jack partecipa alla manovra, ci regala un assist per Castillejo, per poi sfiorare anche la rete al minuto 77. Indimenticato.

SAELEMAEKERS Voto 6,5: il piccolo jolly entra a partita iniziata ma sembra non esserne mai uscito. Paziente nella gestione della palla, appena può si fionda all’assalto dell’area avversaria. La grande sorpresa della stagione. Imprendibile.

MALDINI Voto 6,0: corre che sembra tutto suo padre. Qualche sgroppata sulla sinistra condita da altrettante finte e controfinte. Non vuole sbagliare e ci riesce. Sembra ancora un po’ acerbo. Rivedibile.

BRESCIANINI Voto 6,0: esordio interessante, ragazzo promettente, mostra convinzione nei propri mezzi. E’ il segnale che dal settore giovanile qualcosa si sta muovendo. Appetibile.

DUARTE S.V.: giusto per sbagliare il tempo di un’uscita. Cedibile.


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