Il rapporto controverso tra governi e gambling: il modello vincente della Svizzera

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Il gioco d’azzardo ha da sempre evocato l’idea di un’attività proibita, ostacolata dai governi di diversi Paesi sin da epoche lontane. Eppure, anche nel santo Stato pontificio, si era ben consapevoli del fatto che “i giochi proibiti” potessero essere una fonte di introiti, e neppure di esigua rilevanza. La legalizzazione del gioco d’azzardo è così diventata un compromesso sia per aumentare le entrate economiche degli Stati sia per controllare le modalità con cui si svolge questo fenomeno sociale sempre più diffuso.

La Svizzera ha da tempo una sua legislazione sul gambling: con 21 case da gioco su tutto il suo territorio (contro le 4 in Italia); imposte annuali per svariati milioni di franchi; un sistema di controllo capillare, una partecipazione nazionale e un’affluenza internazionale, ha fatto di necessità….virtù. Nonostante questa apertura verso il gioco d’azzardo nei casinò o in altri luoghi terrestri, il Parlamento elvetico ha per lungo tempo tirato il freno sul gioco d’azzardo essendo consapevole dei rischi ulteriori che questo comporta. Ora le cose stanno diversamente.

Con un po’ di ritardo rispetto alle aspettative, il Paese dei 26 cantoni ha preso atto del proliferare di siti stranieri di giochi online all’interno dei suoi confini, con una conseguente notevole perdita di entrate fiscali (a favore di altri Stati) e di controllo sull’attività stessa. I circuiti illegali di gambling online non consentono infatti forme di tutela nei confronti dei minori o di soggetti affetti da ludopatia (il gioco online è stato considerato uno dei fattori di rischio da questa dipendenza). Dopo varie resistenze, opposte soprattutto dai casinò “reali” per eventuali ripercussioni che potrebbero subire, il Consiglio federale della Svizzera ha deciso di affrontare il problema modificando una legge del 1998 che vietava i casinò online, ammettendoli dietro rilascio di licenza. La riforma sarà contenuta in un’unica legge la quale regolamenta profili fiscali, di controllo e di tutela dei giocatori.

 

Le misure adottate dal governo elvetico

Dal primo punto di vista, verrà attuato un livellamento sulla tassazione dei profitti derivanti dalle attività di gioco. In particolare, i proventi che prima erano tassati (relativi a scommesse sportive e lotterie) non saranno più soggetti ad imposizione fiscale, come è sempre stato (e continuerà ad essere) per le somme derivanti dai casinò, sia reali che virtuali. In questo modo verranno meno le differenze sul trattamento fiscale delle vincite rispetto ad altri Stati che lasciano immuni le somme derivanti da scommesse sportive e lotterie (come il Regno Unito). Relativamente alla tutela dei giocatori, verranno previste misure (a carico dei singoli Cantoni) al fine di prevenire eventuali patologie da gioco e offrire supporto ai soggetti che già ne soffrono.

Le “piccole vincite” in attesa di definizione

Un punto che ancora dovrà essere chiarito meglio è la possibilità di svolgere “piccoli” tornei di poker o di altri giochi (esclusivamente con buy-in) che permettono la vincita di piccole somme anche al di fuori dei casino online legali: unica lacuna in una geometria legislativa impecccabile.

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