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Slitta al 30 giugno il possibile closing, i tifosi si dividono tra attesa e rassegnazione

Le cattive notizie circa le condizioni di salute di Silvio Berlusconi (che dovrà operarsi ad inizio settimana) hanno costretto ad un rinvio al 30 giugno il termine ultimo entro cui il patron dovrà prendere una decisione sul Milan. Questo significa continuare a rinviare una scelta che sarebbe dovuta arrivare già tempo fa, in modo da riuscire a pianificare e programmare la prossima stagione e stendere finalmente un progetto a lungo termine, cosa che manca dalle parti di via Aldo Rossi ormai da tempo. Arrivare a luglio, soprattutto in caso di mancato accordo con la cordata cinese, vorrà dire cominciare a lavorare sul mercato con un ritardo abissale rispetto agli altri club, che si stanno muovendo ormai da tempo.

Al momento il solo acquisto, a parametro zero, è quello di Vangioni dal River Plate, per il resto tocca solo attendere di conoscere il destino del Milan, che potrà prendere due strade completamente opposte. Senza gli introiti “cinesi” vedremo un mercato low cost, aggrappato a qualche cessione eccellente, come Bacca e Niang, forse gli unici da cui sarà possibile ricavare qualche cifra considerevole e reinvestirli non certo in figure di primo piano. Berlusconi ha già ammesso che vorrà costruire una squadra giovane e italiana, guidata molto probabilmente da mister Brocchi, tradotto: una squadra di scarsa qualità con bassissime ambizioni, se non quella di un campionato di centro classifica, in linea con le ultime stagioni.

Questo è il maggior timore dei tifosi rossoneri, divisi dalla paura di continuare a vivere umilianti delusioni e un’estenuante attesa che qualcosa di importante accada. La speranza di tornare a gioire rimane sempre più una chimera. 


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