Te li do io gli Europei. Italia-Spagna 0-1, le pagelle alternative

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DONNARUMMA : becca tanti di quei tiri che gli sembra di essere tornato ai tempi del Milan di Paletta e “Mastrolindo” Alex. Se non finisce tanto a poco è merito suo.

DI LORENZO : vede Williams che di nome fa Nico e a lui ricorda “Nico e i gabbiani”, noto gruppo anni ’60 di musica leggera. Poi chiede “ue’ wuagliò, ma tu ma sei africano? Che canosc’ a Osimhennn?” Insiste per sapere la pagina Instagram del suo acconciatore e mentre lui sta scrivendo quello gli scappa via passandogli in mezzo alle orecchie. La prima azione è lo specchio di tutta la gara. Pare che Conte abbia messaggiato ADL : “a Torino ce lo porti tu o io?”. Andava sostituito dopo 20 minuti.

BASTONI : la specialità preferita (calcio d’angolo a favore) viene servita solo a tempo scaduto ma lui si appiccica con un avversario che ci stava provando spudoratamente. Per farsi notare perde un pallone banale al minuto 51. Termina la partita col mal di testa.

CALAFIORI : per fortuna gli spagnoli non sono alti così che lui può metterci la chioma. Visto che gli avversari non riescono a segnare perde la pazienza e la butta dentro lui.

DI MARCO : contratta con Yamal il prezzo delle ripetizioni di una qualsiasi materia per poi minacciare di sette in condotta il ragazzo se non la smette di tagliare dentro al campo. Fallito ogni tentativo si gioca la carta dei biglietti del prossimo derby, in curva con Materazzi.

JORGINHO : stavolta la palla ce l’hanno gli avversari e a lui tocca l’ingrato compito di cercare di mettere le pezze alla magagne altrui. Spallettone lo richiama all’ordine costituito (“o si palleggia o si muore”). Visto che non riesce ad avere la palla esce per andarsela a prendere in panchina.

BARELLA : uomo ovunque e comunque. I suoi suggerimenti non vengono compresi forse perché mescolati a bestemmie in dialetto sardo. Gli spagnoli cercano invano di scambiarlo al Fantacalcio con Cucurella.

CHIESA : come avversario diretto ha il sosia di Simone Cristicchi ma a lui, ad un certo punto, è sembrato Maldini con la maschera. Va al tiro per frustrazione al minuto 45.

FRATTESI : sanno che ha la sorella bona e cercano di farselo amico. Lui rifiuta e iniziano a picchiarlo. Anche lui esce perché serve uno che riempia le borracce.

PELLEGRINI : becca una zampata quasi subito per poi sparire dal campo.

SCAMACCA e RETEGUI : il primo, come tutti gli atalantini, più si allontana da Bergamo più perde coscienza del proprio essere qualcosa di simile ad un attaccante. Sarà un fenomeno soprannaturale, tipo la Madonna di Trevignano o è a causa del cambiamento climatico? Il buon Piero Angela ci avrebbe fatto dieci puntate di Superquark. Il secondo sta pensando “ma chi me l’ha fatto fare, mo’ magari stavo a fa ‘a Coppa America co’ Messi”.

CAMBIASO : il primo pallone giocato è una cosa da “Terza categoria a perdere”. Vaga per il campo facendo imbufalire Spallettone.

CRISTANTE : pronti, via nella ripresa e subito un giallo. L’espressione del volto di questo ragazzo la dice tutta.

ZACCAGNI : entra e tutti esclamano : “sì, era colpa di Sarri”. Gli appare davanti Cafù ma è Carvajal. La Nasti lo starà aspettando col battipanni sulla porta di casa.

RASPADORI : : entra e tutti esclamano : “sì, era colpa di Calzona”.

SPALLETTI : canta l’Inno di Mameli come un perfetto Presidente della Repubblica. Via via che passano i minuti assume le sembianze, a rotazione, di Trapattoni, Prandelli, Donadoni e poi Ventura. Sogna Certaldo e la sua campagna. Si agita e si danna l’anima pensando che forse la colpa di tutto è del nutrizionista Matteo Pintella che per pranzo ha preparato la peperonata.

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Risultato bugiardo. Se al termine del primo tempo fossimo stati sotto di tre gol nessuno avrebbe potuto dire nulla. Quando l’asticella si alza noi non saltiamo ma facciamo come i danzatori di limbo: passiamo sotto. Ieri s’è vista la differenza tra un movimento calcistico dove chi comanda ha le idee chiare e un movimento calcistico dove ognuno va per sé e Dio per tutti. Gli spagnoli hanno sposato un’idea e la perseguono sino dalle scuole calcio. Da noi un 2000 o un 2001 è” un giovane”, da loro o sei un giocatore fatto oppure smetti. Se uno ha qualità lo mettono dentro e non lo distruggono al primo errore. Si chiama “coraggio”, do you know?! Tutte le squadre nazionali spagnole giocano alla stessa maniera, da noi ognuno fa come gli pare. Noi sparliamo a vanvera solo “daaa tattica”, loro fanno (e bene!) la tecnica. E con quella vincono le partite. D’altra parte, se l’allenatore della Nazionale maggiore deve spendere tempo (e denaro) per “spiegare” a dei professionisti strapagati (ma pure ai giornalisti incuriositi che fanno domande sull’argomento strabuzzando gli occhi) che non puoi fare l’alba alla PlayStation perché in quello che guadagni ci sta pure che devi rinunciare a qualcosa perché hai l’allenamento la mattina dopo, stiamo messi molto male. E soprattutto non andremo mai da nessuna parte. Però festeggiamo la finale di Conference League, mi raccomando.

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