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I paradossi italiani del calcio

Guardando le immagini che scorrono veloci e inflazionate in questi giorni non possiamo far altro che renderci mestamente conto di che situazione ridicola vivono gli stadi e il calcio italiano.

E’ ridicolo il fatto che non si perda tempo a chiudere curve e settori dello stadio per qualche sfottò… “da stadio”. Ah, già. Scusateci. Allo stadio tocca stare in silenzio mentre si lanciano petardi e bombe di qualsiasi tipo (quelli sì che sono tranquillamente consentiti).

E’ ridicolo il fatto che in questa stessa stagione la Curva Sud rossonera è stata trattata come un ammasso di pericolosi avanzi di galera, a cui non è stato permesso di introdurre e quindi produrre coreografie in vista del Derby d’andata. La Curva Nord interista per solidarietà ha deciso di non esporre anch’essa alcuna coreografia. Quindi un bel grazie alla Questura, un bel grazie alla Lega Calcio e a chi permette cose del genere. Ah, già. Scusateci. Allo stadio non è possibile fare coreografie o esporre striscioni, altrimenti si è passibili di ergastolo o nel peggiore dei casi anche iniezione letale o sedia elettrica. Tutto ciò mentre nelle zone circostanti gli impianti sportivi è possibile scatenare risse o sparatorie (i morti ormai non si contano più) senza che a nessuno freghi nulla.

E’ ridicolo che non sia stato permesso in occasione di un Inter-Atalanta a due bambini di entrare allo stadio solo perché non in possesso di tessera del tifoso. Chi spiega a quei due bambini perché non hanno potuto incitare i loro beniamini? Chi spiega a quei due bambini perché loro sono fuori a piangere, mentre misteriosi avanzi di galera, delinquenti con tremila Daspo sulle spalle ogni domenica tranquillamente entrano negli stadi?

Grazie quindi a tutte le istituzioni, grazie agli Abete e ai Malagò di turno che ogni tanto compaiono in TV per riempirci di banalità e per scaricare le responsabilità su altri. Siete voi i primi a meritare un bel Daspo a vita!    

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