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#WeAreParametriZero

Nel quasi assoluto disinteresse, sta accadendo qualcosa che potenzialmente potrebbe rivoluzionare il mondo del pallone. Raccontiamo l’antefatto. In Germania, un signore, tale Heinz Muller si rivolge alla giustizia del suo Paese rivendicando il diritto ad avere un contratto a tempo indeterminato avendo lavorato per il suo datore di lavoro per oltre due anni. Al sig. Heinz Muller, il contratto era scaduto lo scorso giugno e non gli era stato rinnovato. Il Giudice ordinario gli ha dato ragione, ovviamente trattasi di sentenza di 1° grado che il datore di lavoro certamente appellerà nella speranza di vederla ribaltata.

Tutto qui, direte voi? No, perché il sig. Heinz Muller è un calciatore professionista, segnatamente un portiere e il suo datore di lavoro è la squadra del Mainz.

Muller aveva chiesto un contratto senza scadenza, ma il club aveva risposto negativamente non rinnovandogli il contratto e il sig. Muller si è rivolto alla Magistratura senza perdere tempo. Il fondamento dell’istanza del sig. Muller è che il rapporto di lavoro con il suo club (che durava da più di 24 mesi) doveva essere parificato a quello di un normale lavoratore. Il sig. Muller ha vinto la causa ed ora ha diritto ad un contratto a tempo indeterminato. Nella sua decisione, il Giudice non ha tenuto conto che i contratti stipulati dagli atleti devono essere considerati diversi (in quanto nessuno è in grado di assicurare le stesse prestazioni a 20 come a 55 anni).

In base a quanto è stato stabilito, i contratti a tempo determinato potranno restare solo in due casi: per un limite non superiore ai due anni, terminato il quale scatterà l’assunzione (!) o in presenza di motivi specifici.

Il Giudice non ha tenuto conto del logorio fisico inevitabile per i calciatori, che hanno una carriera limitata e ben definita, e li ha equiparati agli altri lavoratori, età pensionabile inclusa, sentenziando che “La natura del lavoro di giocatore di calcio professionista in quanto tale non rappresenta una limitazione”.

Faremo ricorso contro questa sentenza perché, se passasse questo principio, le società sarebbero costrette a pagare lo stipendio a decine e decine di calciatori fino alla pensione», dicono al Mainz.

Ma…..e se Muller dovesse vincere anche in appello? Ragioniamo e vediamo.

Intanto come prima conseguenza, potrebbero essere possibili due sole tipologie di contratti: quelli di un anno (al massimo un anno e mezzo, altrimenti chiunque potrebbe far causa alla sua società e strappare l’indeterminato) o quelli a tempo indeterminato.

La tipologia “indeterminato” lo farebbero solo a pochi, pochissimi. Ai campioni, a quelli che non vuoi mai lasciare andare. Un vitalizio, ricco sì, ma non ricchissimo. Lionel Messi (il giocatore più pagato attualmente) non lo potrebbe essere in seguito: nessuno, neanche il Barcellona potrebbe pagarlo 12 milioni a stagione fino ai 70 anni! I 200 milioni (cifra ipotetica) che guadagnerebbe nei suoi 20 anni di attività dovrebbe “spalmarli” fino ai 67-68 anni, età della pensione. Sorge spontanea una domanda: Messi accetterebbe? Preferirebbe avere un contratto a tempo indeterminato da 3 milioni a stagione o invece avere dei contratti annuali, magari più alti dello stipendio attuale?

In questo secondo caso, le transazioni fra società crollerebbero. Le campagne acquisti sarebbero solo di parametri zero. Sbaglio o l’ho già sentita questa?

La figura del Raiola della situazione diventerebbe ancora più centrale. Ci sarebbero contrattazioni esclusivamente con i giocatori e i loro agenti.

Potenzialmente, una squadra potrebbe cambiare totalmente faccia ogni anno, completamente.

Addirittura si potrebbe andare verso ad un calciomercato all’americana, con il draft dell’NBA, sia a livello nazionale che internazionale.

O invece, potrebbero spuntare forme di contratto che ora non esistono.

Esempio, un contratto a progetto per l’Europa League o per la Champions League: la società potrebbe dire al giocatore: finché siamo in corsa mi servi e ti tengo (e conseguentemente ti pago), al momento dell’eliminazione, stop.

Il giocatore dal canto suo potrebbe proporre, in alternativa: gioco in Europa con te ma nel frattempo offro le mie prestazioni in un campionato nazionale ad un’altra squadra. Con tutto quello che ne deriverebbe in termini di assicurazione, preparazione, eventuali infortuni, ecc.

Potrebbero nascere anche gli stage e le collaborazioni.

Si creerebbe anche nel calcio la figura del “precario”. Certo a stipendi notevolmente più alti rispetto a quelli dei comuni cittadini. Ma ci potrebbe essere il paradosso che i fuoriclasse a tempo indeterminato guadagnino di meno (sull’anno) rispetto a colleghi forti ma non eccezionali.

Magari potrebbero nascere dei contratti a presenza, con dei bonus pazzeschi per ogni volta che si scende in campo.

O addirittura a minuto, più che a gol! Ti do un euro simbolico all’anno per tutta la tua vita, ma 10.000 Euro per ogni minuto giocato.

Il Milan, ad esempio, potrebbe fare un contratto a tempo indeterminato a Menez, che però guadagnerebbe molto meno di Bonaventura che magari nel frattempo potrebbe decidere di non firmare a vita.

E con i contratti da precari i calciatori potrebbero comprare lo stesso tutto ciò che hanno ora?

E invece, quelli col contratto a tempo indeterminato andrebbero di corsa in banca a chiedere un mutuo trentennale a tasso fisso?

L’altra faccia della medaglia è che sarebbe comunque rischioso. Pensate se una società sbaglia investimento, magari proponendo un contratto a tempo indeterminato a un giocatore giovane che viene considerato un fenomeno ma che poi non esplode….sarebbe costretto a tenerlo sino all’età della pensione. Chissà cosa ne pensa la Fornero.

Rischiano di essere battuti tutti i record di longevità sul campo di calcio. Vedremo Totti giocare con i suoi figli?

L’affaire Muller potrebbe segnare un epoca, e potrebbe rivoluzionare tutto. Tutto (o molto) dipenderà dall’esito del prossimo grado di giudizio. Il Mainz è sicuro di ribaltare la sentenza.

La sentenza Bosman in confronto (che già sembrava una cosa pazzesca, non pagare chi andava a scadenza di contratto) sarebbe una quisquilia, direbbe Totò. Seguiremo l’evolversi della vicenda.

Pensiero notturno di un Milanista: e se avesse avuto da sempre ragione il Geometra Galliani?

#weareparametrizero.


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