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Posts published by “Egidio”

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

Un pranzo andato di traverso

Gita fuori porta, ieri al Mapei Stadium di Sassuolo. Al ristorante “da Pippo” il menù a prezzo fisso prevede un primo, un secondo, contorno, frutta, dolce, caffè e ammazzacaffè, cioè Sassuolo – Milan. La partita di andata fu la prima di una lunga serie che ci condusse nell’oblio della metà classifica e lontano dai sogni di gloria di stagione. Sassuolo fu anche il capolinea di Massimiliano Allegri. Insomma, l’aperitivo concettuale non è olive e analcolico, ma piuttosto simile ad una cicuta Socratica. I risultati di sabato, con le sconfitte di Samp e Inter riaprono, almeno nelle intenzioni, qualche timida speranza di piazzamento utile come minimo in funzione Coppa Italia 2015-2016.…

Presidenti del Milan: Buticchi, Colombo e Farina

A tutti coloro i quali si sono avvicinati al Milan durante gli ultimi 30 anni, ricordiamo che la nostra squadra ha avuto anche altri Presidenti, molto noti anche loro. Alcuni hanno lasciato il segno, altri meno, e non soltanto sotto l’aspetto esclusivamente sportivo. Alcuni hanno vinto e sono andati via. Altri non hanno vinto e sono comunque rimasti al loro posto sin quando hanno potuto (o voluto). Abbiamo già parlato nei giorni scorsi di Rizzoli e Riva, ora tocca a Buticchi, Colombo e Farina. ALBINO BUTICCHI Nato a Cadimare, sobborgo di La Spezia il 21 maggio 1926, il giovane Albino si distingue subito per vivacità, senso dell’azzardo e un’idea dominante:…

Il Mistero buffo rossonero

Potremmo intitolare l’incontro “come eravamo”, ma ci sarebbe solo da commuoversi e questo sinceramente ce lo risparmiamo. Una volta Milan – Roma valeva per lo scudetto. Basti pensare alla stagione 2003-2004, non cento anni fa. Adesso vale qualcosa solo per gli uomini di Garcia, impegnati nel rush finale per la conquista di una sedia per la prossima Champions League. La realtà per noi invece è la ricerca di un risultato di prestigio che serva ad annacquare l’amaro calice di fine stagione in quest’anno di sofferenza e delusione. Per fortuna, mancano solo 4 giornate al termine di una delle stagioni più sofferte ed inutili che io ricordi, forse la più inutile…

Storici presidenti del Milan: Rizzoli e Riva

Per tutti coloro i quali si sono avvicinati al Milan durante gli ultimi 30 anni, ricordiamo che la nostra squadra ha avuto anche altri Presidenti, molto famosi anche loro. Alcuni hanno lasciato il segno, altri meno, e non soltanto sotto l’aspetto puramente sportivo. Alcuni hanno vinto e sono andati via. Altri non hanno vinto e sono comunque rimasti al loro posto sin quando hanno potuto (o voluto). E per chi critica Berlusconi per il coinvolgimento in alcune vicende, personali e non, ricordo che non è stato l’unico ad essere protagonista in tal senso, anzi… Leggete e vedrete. ANDREA RIZZOLI Nasce a Milano il 16/09/1914. Padre di Angelo (detto Angelone per…

Vedi Napoli e poi…

A qualcuno forse è sfuggito che tra un cinese e un thailandese di passaggio, ci sono ancora cinque partite da giocare. E bisognerebbe giocarle almeno con dignità. Napoli – Milan è tra queste cinque. Loro sono forti e in campionato avrebbero potuto sicuramente fare meglio, solo avessero avuto più continuità. Ma sono in semifinale di Europa League, con molte probabilità di andare in finale e vincerla. Glielo auguro di tutto cuore, per loro non guferei mai, come per qualcun’altro. Noi speriamo in una buona prestazione. Abbiamo tre squalificati e inoltre abbiamo rubricato l’ennesimo episodio di “incomprensione” tra la squadra e l’allenatore. Domando: ma perché qui tutti litigano con tutti? A…

Da Oriente con furore (quello dei tifosi)

Milan – Genoa, ci vuole un fisico bestiale e un coraggio da leoni per stare qui o allo stadio a tifare. L’attenzione è inevitabilmente attratta da quello che sta accadendo a poca distanza. Tutti aspettano di sapere cosa accadrà domani, o stasera o stanotte, chissà . La contestazione è forte ed assolutamente condivisibile dopo i fatti dell’ultima settimana. Chiunque abbia giocato a pallone almeno una volta nella vita, sa bene che esiste un luogo sacro, lo spogliatoio, nel quale squadra e allenatore possono dirsi ogni cosa che però deve rimanere custodita lì dentro e non dovrebbe uscirne fuori per nessun motivo. Altri luoghi lasciamoli ognuno al loro scopo, pullman compreso.…

Una vita da mediano: Giovanni Lodetti

Il calcio è fatto di uomini, prima che di giocatori. Il fattore emotivo, psicologico, umano in senso lato è fondamentale. Non basta indossare la stessa maglia per essere una squadra. Una squadra è fatta di conoscenza reciproca, sostegno, amicizia, affiatamento, accettazione, senza gelosie, del proprio ruolo nel contesto globale. In una squadra ci sono quelli bravi, quelli bravissimi, ci sono i campioni ed anche quelli meno forti. E i primi a sapere le differenze e a riconoscerle sono i giocatori stessi, fidatevi. Ma in una squadra, per essere tale, c’è bisogno del contributo di tutti, anche degli ultimi. Dopo avervi parlato diffusamente del grande Gianni Rivera, oggi, per chi non…

Di qua non si passa, San Siro come le Termopili

Derby, parola magica. In quattro città, Genova, Milano, Roma e Torino (in rigoroso ordine alfabetico, sia chiaro) significa un campionato nel campionato. Derby, parola magica che estrinseca alla perfezione la nostra indole medievale, anzi feudale: il Comune come massima estensione territoriale riconosciuta, il limite oltre il quale non si allarga l’orizzonte e all’interno del quale si deve primeggiare. Derby, parola magica che per alcuni è stata l’inizio della fine, perché non avendone compreso bene il significato ne sono stati successivamente travolti. Derby, parola magica perché le partite non sono tutte uguali ma “due sono più uguali di tutte le altre”. Derby, parola magica perché puoi vincere tutto quello che ti…

Agostino Di Bartolomei, un uomo per bene

“I veri capitani possono morire o anche scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile”. 28 ottobre 1984, stadio di S. Siro, derby Milan-Inter. L’Inter è in vantaggio 1 a 0, con gol di Spillo Altobelli su azione dirompente di Kalle Rummenigge. Azione rossonera, da Hateley sulla destra a Wilkins, cross di Razor, e sulla sponda di Virdis arriva Di Bartolomei che di forza insacca! Agostino Di Bartolomei iniziò a tirar calci al pallone sui campetti del suo quartiere, a Tor Marancia. Per un anno scolastico (1971-1972) fu compagno di classe di mio cugino. Lo ricordo, io dodicenne, nel corso di una partita allo stadio Flaminio, finale del Torneo Roma Junior Club…

Alla caccia della balena bianca

De Niro avrebbe definito la settimana appena terminata di chiacchiere e distintivo, piena di se, ma forse, vedremo, è lui o non è lui. Ancora non si dipana la matassa degli intrecci geo-politico-finanziari intorno alla vendita delle quote del Milan S.p.A. e c’è chi sussurra che di mezzo ci siano anche le elezioni Regionali. Sembra che la due-date adesso sia il 31 maggio. Sino ad allora sentiremo tutto e il contrario di tutto. Nel mare magno delle illazioni, il Capitano Pippo Akab, al timone della sua nave, cerca di inseguire la balena bianca che assume le forme della qualificazione in Europa League. Sulla sua strada deve affrontare la ciurma del…

Pippo Garibaldi prova a risalire la penisola

“Vai da Mr. Bee a Mr. Lee”…. ”IMPREVISTI” … “Torna da Mr. Bee senza passare per il via” … ”PROBABILITA’”… ”se passi da Viale Portello, ci costruisci uno stadio e tre alberghi”… Si chiama Monopoli 2.0 ed è la versione riveduta e corretta di un famoso gioco di società, nell’era del Web e del virtuale. Questa settimana ci abbiamo giocato molto e sembra che la partita non sia ancora finita. I tavoli con i vari pretendenti, molto danarosi invero, sono tutti ancora aperti, ma credo che entro la fine del campionato avremo la risposta su chi sarà il proprietario del Milan e con quale percentuale. Quella che si è conclusa…

#WeAreParametriZero

Nel quasi assoluto disinteresse, sta accadendo qualcosa che potenzialmente potrebbe rivoluzionare il mondo del pallone. Raccontiamo l’antefatto. In Germania, un signore, tale Heinz Muller si rivolge alla giustizia del suo Paese rivendicando il diritto ad avere un contratto a tempo indeterminato avendo lavorato per il suo datore di lavoro per oltre due anni. Al sig. Heinz Muller, il contratto era scaduto lo scorso giugno e non gli era stato rinnovato. Il Giudice ordinario gli ha dato ragione, ovviamente trattasi di sentenza di 1° grado che il datore di lavoro certamente appellerà nella speranza di vederla ribaltata. Tutto qui, direte voi? No, perché il sig. Heinz Muller è un calciatore professionista,…

Gianni Rivera, un’emozione per sempre

Sono diventato tifoso del Milan dopo aver visto giocare Gianni Rivera. Nato a Valle San Bartolomeo, Alessandria, il 18 agosto del 1943, figlio di un ferroviere e di una casalinga, esordisce in serie A all’età di 17 anni, un predestinato. Gianni Rivera cresce nell’Italia del dopoguerra e del boom economico, con le spalle strette e le cosce che ancora non conoscono palestra e anabolizzanti. Classe abbinata ad eleganza, cervello sopraffino, testa sempre alta, Rivera dava del tu al pallone che lo ringraziava con un vossìa. Tuttora da alcuni viene indicato come il più grande calciatore Italiano del dopoguerra. In campo sfoderava un’intelligenza fuori dal comune, sapeva dove piazzare il pallone…

Quando la Curva va dritta

Se il calcio è uno spettacolo, il tifoso è lo spettatore. E se lo spettatore non è portoghese ma paga regolarmente il biglietto ha diritto di protestare, soprattutto se la protesta è civile e non trascende. Se pago per andare ad ascoltare un concerto e il musicista non mi piace, non ho il diritto di sparargli o picchiare la madre, ma posso certo fischiare e andarmene. E magari non andare la volta prossima. La contestazione andata in onda in tutta Italia sabato sera in occasione di Milan-Cagliari è al tempo stesso una testimonianza di affetto e una preoccupazione al tempo stesso. E’ un urlo di dolore da parte di chi…

Tagliavento non era neanche nato… ma gli scandali già c’erano

Forse non tutti sanno che il nostro Gianni Rivera fu il primo a mettere sotto accusa il mondo arbitrale ; nel corso della sua carriera, inoltre, non ebbe mai paura di sollevare polemiche nei confronti di stampa e Federazione. Campionato 1971-1972, il Milan si gioca lo scudetto contro la Juventus e il Torino di Gustavo Giagnoni. Sono tutte lì, punto a punto. E’ il 12 marzo 1972, all’86’ di Cagliari-Milan, il rossonero Anquilletti intercetta al limite dell’area con un braccio un tentativo di pallonetto di Riva; l’arbitro Michelotti giudica l’intervento volontario e concesse ai sardi un calcio di rigore che fissò il risultato sul 2-1. Dopo la partita Rivera attacca energicamente la classe arbitrale, contestando…

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